Di figlia

Tu che prima non c’eri
se non in mente
lo sai già come tutto muta
mentre mi sbuffi piano sulle gote?
L’avevo predetto tastandomi il ventre
l’avevo sentito puntare dolcemente
quel piede a pagnotta appena sfornata
e quei capelli neri dritti e liberi d’andare
quelli che mi graffiavano
il seno mentre succhiavi:
già da allora assorbivi prepotente
amore e amore senza pause
come fai ora con la tua vita
ed io in te mi riinvento
e rinasco ancora.
Tutto vedo scritto sul tuo volto
chi sei e chi vorrai essere
donna che entra con
abito nuovo di lanolina
e panno ben caldo
a braccia divaricate
al mondo
per medicarlo con
tocchi di buono.

Tinti Baldini

Published in: on aprile 28, 2015 at 07:47  Comments (16)  

Frate Ernesto (ballata)

Frate Ernesto recitava

le preghiere del breviario

passo passo percorreva

tutto il chiostro del santuario

ogni tanto alzava gli occhi

biascicava un po’ in latino

tante volte il diavoletto

fosse stato lì vicino.

Quel quadrato familiare

di giardino e firmamento

con le rose e i gelsomini

era ormai tutto il suo mondo

e nei sandali consumati

da chilometri di orazioni

su quei sassi levigati

a cacciar via le sue passioni.

Ché là fuori poveretti

c’eran tanti peccatori

con intorno i diavoletti

come astuti tentatori

ma era ormai quasi il tramonto

era l’ora della sera

frate Ernesto si ritirava

cominciava la preghiera.

 

1° CORO

Frate Ernesto accanto al letto

vedea spesso il diavoletto

e lui giù sempre a pregare

ché non se ne voleva andare.

 

Proprio dentro al comodino

tra le pagine del Vangelo

proprio accanto a quel santino

del pio San Bartolomeo

una piccola vecchia foto

ingiallita ormai dal tempo

con un giovane sorriso

era ancora il suo tormento.

Con memoria di vegliardo

frate Ernesto ricordava

reprimendo ancora a stento

la gran colpa che sentiva

nel ricordo s’inebriava

di un profumo un po’ blasfemo

di un sorriso giovanile

certamente troppo terreno.

“Frate Ernesto è un peccatore!”

urlò il diavolo nel buio

“del convento è il disonore

non è degno del suo saio”

Nel silenzio della sua cella

frate Ernesto meditava

e contrito si pentiva

poi pian piano si addormentava.

 

2° CORO

Se frate Ernesto poi russava

Satanasso lo svegliava

tutta notte lo tentava

fino a che il gallo cantava

 

Ma nel sogno di una notte

con una gran luna nel cielo

dopo tante e tante lotte

lui la vide lì accanto al melo

gli tendeva la sua mano

lo chiamava con quel sorriso

lui rispose e piano piano

scivolò in paradiso.

 

3° CORO

Frate Ernesto è tutti noi

facean coro i fraticelli

sei il più grande degli eroi

gli cantavano i suoi fratelli

frate Ernesto ha sconfitto

quell’odiato diavoletto

che all’inferno è ritornato

senza coda e un po’ scornato.

 

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 28, 2015 at 07:38  Comments (5)  

Due corpi

DOS CUERPOS

Dos cuerpos frente a frente
son a veces dos olas
y la noche es océano.

Dos cuerpos frente a frente
son a veces dos piedras
y la noche desierto.

Dos cuerpos frente a frente
son a veces raíces
en la noche enlazadas.

Dos cuerpos frente a frente
son a veces navajas
y la noche relámpago.

Dos cuerpos frente a frente
son dos astros que caen
en un cielo vacío.

§

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono due astri che cadono
in un cielo vuoto.

OCTAVIO PAZ

Published in: on aprile 28, 2015 at 07:29  Comments (3)  

Settenari fanciulli

Vecchia faccia segnata

dai segreti del tempo

dai vapori soffusi

su remote ballate,

torna ancora a giocare.

 

T’aspettano pirati

là sul greto del fiume

e battaglie già vinte

con sassi da lanciare

da sopra la collina

per colpire le navi

dei turchi all’arrembaggio.

 

T’aspettano le gesta

dei buoni sulla torre

assediata da tanti,

uno a dieci i nemici,

un brindisi di scherno

tra il fumo dei cannoni.

 

T’aspettano i corsari

e tigri di Mompracem

in battaglia da sempre

con uomini malvagi.

 

T’aspettano le corse

per gettare uno sguardo

d’anticipo alla vita. 

 

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 28, 2015 at 07:18  Comments (3)  

No parole

No parole,

no lacrime,

il silenzio solo accompagna

un paese intero

morto in mare.

Dolorosi corpi raccolti,

terribili corpicini,

anche neonati.

Qualcuno urli per favore

tutte le esistenze perdute,

le libertà anelate, spezzate

per sempre,

dove qualsiasi rischio

diventa meglio

dell’inferno qui.

Un uomo ubriaco

ha ucciso tutti,

complici i potenti,

spettatore il mondo.

Mio Dio scendi di nuovo

ad abbracciarci

con misericordia,

scendi perché possiamo

almeno liberare le lacrime,

scendi perché non sappiamo più

di essere uomini.

Piera Grosso

Published in: on aprile 28, 2015 at 07:11  Comments (7)