Filo dopo filo

intrecci il tuo nido
guardi attento
che nessuno possa violarlo
la sua bocca oscura
lascia immaginare
che una vita vi attende…

Antonietta Ursitti

Published in: on maggio 31, 2015 at 07:45  Comments (4)  

Spine

Spine nel cielo terso
tra i raggi rosseggianti
tra tinte cangianti all’orizzonte,
le sfumature d’un cielo che scolora,
il bagliore d’un sole ormai morente,
l’azzurro del mare
che tende al nero d’una costa ormai dormiente.

Spine che accarezzano i riflessi
con raggi in controluce,
sul mare ancor per poco galleggianti,
che ricordano un martirio,
la fatica d’altri tempi,
ricordano il dolor di tanta gente
le sofferenze dei tanti disperati
in cerca d’albe chiare,
di soli risplendenti e non morenti.

Spine anche di questo cuore
che s’incanta di fronte a questo misto di colori
d’un tramonto fuggevole e cangiante,
che l’animo riempie di tensione,
ricorda anche il dramma e la passione
d’un amore che non vuol morire,
che volteggia in questo cielo colorato
da questi rami spinosi accarezzato.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 31, 2015 at 07:38  Lascia un commento  

A Sirmione

Paene insularum, Sirmio, insularumque
ocelle, quascumque in liquentibus stagnis

marique vasto fert uterque Neptunus,
quam te libenter quamque laetus inviso,
vix mi ipse credens Thuniam atque Bithunos
liquisse campos et videre te in tuto.
o quid solutis est beatius curis,
cum mens onus reponit, ac peregrino
labore fessi venimus larem ad nostrum,
desideratoque acquiescimus lecto?
hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
salve, o venusta Sirmio, atque ero gaude
gaudente, vosque, o Lydiae lacus undae,
ridete quidquid est domi cachinnorum.

§

O Sirmio, fior di tutte le penisole
e l’isole che il duplice Nettuno
da chiari laghi e dal gran mar protende,
con che brama gioiosa a te ritorno!
Dunque la Tinia ed il bitinio suolo
proprio ho lasciati e salvo io ti riveggo?

Oh come è dolce, senza più travagli,
por giù il peso dell’animo, e alla nostra
casa tornare dalle vie del mondo
a riposar nel sospirato letto!
Questo è sol premio a tanti affanni. Oh salve,
Sirmio gentil! Del signor tuo gioisci,
e voi gioite, onde del lidio lago!
Tutte ridete, o risa della villa!

CAIO VALERIO CATULLO
Published in: on maggio 31, 2015 at 07:36  Comments (2)  

Maggio

Quel buon sapor che a Maggio si respira
di sentir nuovo, come un nuovo patto
confuso tra il profumo delle rose
e il lavorio dell’ api in mezzo ai fiori,
e il nascer di sorgenti sopra il colle
nel quadro d’un sereno ricercato,
ch’è più avvolgente, più – anche – voluttuoso
è di risvegli esperto e, indaffarato,
di membra in membra a ridestar va, i sogni.

E par che parlin tutte un nuovo idioma
le tante bocche che serrava il freddo.
Indaffarato è il cielo col via vai
di nuvole leggere, tutte bianche.
Ogni albero riveste di colori
la chioma dopo i giorni d’abbandono,
or ch’è passato il tempo del riposo.
Le donne pure curan più i capelli
perché le baci il rinnovato sole.

Si porta Maggio, in sen, la Primavera
che la natura, invita, a nuova vita…
E seco porta pur l’amor più grande
che è vita in sé…e a ognuno l’offre in dono
e in dono si offre pe’ essergli la mamma.
Finché l’inverno metta la sua neve
oltre che ai prati, sopra i suoi capelli
perché il gioioso atto della vita
venga pagato col previsto dramma.

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 31, 2015 at 07:35  Comments (1)  

Un mondo per noi

Un mondo per noi
con perline colorate
azzurre, verdi, arancioni.
Per tetto il cielo con stelle di meringa
una luna di formaggio per te.
Per coperta un manto di petali di petunia e rododendro
un cuscino di morbide piume candide.
La nostra casa dipinta in un quadro vivente
dolce come nettare in un’arnia segreta.
Profumo di confetto e di lavanda ai balconi
in terra un tappeto di liane intrecciate
un divano con stampe di papaveri rossi.
La cucina costruita da gnomi pazienti
odore di zenzero e canna da zucchero.
Alle finestre tendine cucite con raggi di sole.
Un giardino con un prato rigoglioso
gigli bianchi e fragole dolci.
Cani e gatti in quantità
musiche celtiche e pranzo nel patio.
Basta chiudere gli occhi.

Maristella Angeli

Published in: on maggio 31, 2015 at 06:56  Comments (2)  

Al letto vuoto dalla tua parte

Al letto vuoto dalla tua parte

supplico perdono.

Ai miei piedi irrequieti

chiedono scusa le scarpe stanche.

Non avercene orecchio

per la mia lingua tagliente.

Perdonate, altri da me

la mia vita

sghemba.

Non abbiatene:

sarò passata a cerchi sottili

inconsistente

filo di lana su antico rocchetto.

 

Anna Zucchini

Published in: on maggio 30, 2015 at 07:45  Comments (3)  

L’odio

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.

Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.

Religione o non religione
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.

Oh, quegli altri sentimenti
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?

Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.

È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.

In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
lui solo.

WISŁAWA SZYMBORSKA
Published in: on maggio 30, 2015 at 07:29  Comments (2)  

Un qualche raggio

ha tracciato sentieri

dove ha dipinto esseri

col tocco dell’artista,

a specie eletta

libero arbitrio,

una catena sciolta,

una bilancia, ha impresso

sulla tavola del cuore

un pulsante che duole

gli ha infuso il dono

della parola

per lasciare segni

e congiungere il tempo

dalle origini antiche

ai giorni nostri,

e l’hai imbarcato sulla navicella

nel mare della vita

verso il sole,

ora che il mondo brulica di orrori

e le stridenti lune

stringono alla deriva la mia nave

i progetti del cuore

aspettano

gridando tra gli scogli

senza vele propizie

un qualche raggio

per non naufragare.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 30, 2015 at 07:09  Comments (2)  

Asso di cuori

È la nostra carta
Ce la giochiamo
al crepuscolo
la notte e quando
la linea mare cielo
si confonde
Quando la solitudine
amica dolce
ci rende grandi
tra la folla
Quando un profumo
ci annebbia
nei vicoli
Quando i colori
scoppiano scintille
sulle cime
Quando eolo
trascina
nell’acqua
Quando l’essenza
del vivere entra
nella pelle
Quando il dolore
diventa universale
e la gioia godimento
Tra i sassi orme del tempo
sulla sabbia atavica
tra erbe tenere e fiori
tra spine e rovi
siamo noi che
facciamo di poesia
vita

Tinti Baldini

Published in: on maggio 30, 2015 at 06:56  Comments (5)  

Mi chiedi della disperazione? Ed io…

In una camera
senza pavimento
cammino
guardando in alto
ad un soffitto inesistente
mentre le mani
stanche
si afferrano a pareti
di illusoria apparenza.

Daniela Procida

Published in: on maggio 30, 2015 at 06:52  Comments (2)