Animamina

Voglio demolirti, cubo grigio
inchiodato nel tempo.
Come un guanto,
voglio rivoltarti, per mostrarti
quanto sei uguale: sei scorza,
solo scorza,
null’ altro che scorza e,
sotto questa, un cuore di scorza.

Maledetto il giorno,
quando ho creduto
che tu potessi sanguinare.
Maledetto il giorno in cui,
ti ho mostrato le mie ferite.

È un’anima stolta, la mia
illusa da specchi
ed auto riflessioni:
il più dare così, è più ricevere
ed appagata, la logica
si fa sentimento,
e non mi lascia ribellare.

Lo sa pure il mio addome svuotato,
che, ora, non possiede nemmeno
la forza d’aver fame

Flavio Zago

Published in: on giugno 25, 2015 at 07:47  Lascia un commento  

Foglie cadute

Mare di foglie cadute
cammino tra di loro
che si aprono a farmi strada
come se mi attendessero.

Fruscio del vento
rimesta i colori ambrati
senza più vita le foglie
attendono.

In un libro racchiudo
la foglia raccolta
perché essiccata
resti a ricordare
la sua vita
per raccontarla.

Maristella Angeli

Published in: on giugno 25, 2015 at 07:44  Lascia un commento  

Lo specchio di Dante

Lucido lo specchio

goccine d’amor che tutto smòve si sbattono sul vetro

che incline asciugo a spugna secca

mi sembravano gravide di bucato profumato

liquide lacrime striate.

 

Sospendo gli stracci al secchio.

 

Di corsa nella Pineta di Pialassa

miscelo i sospiri al metro

come s’avessi da respirar l’aria di una via Antica Zecca

ove perdo i passi rompendo in ogni lato

e la vita ad ogni passo passa.

 

Paradiso di una Stella e dei suoi Soli

e Dante che correva per Ravenna

mi riconsegnò la penna.

 

Oh frante immagini sempre amate

Ditele che dallo specchio non s’involi!


Enrico Tartagni

Ndr:  si tratta di un omaggio al Sommo Poeta in occasione del 750° anniversario della nascita, cui è dedicata la XXVI Edizione del Ravenna Festival in corso di svolgimento in questi giorni (22/5-27/7/15), che ha per motivo conduttore il celebre verso “L’amor che move il sole e l’altre stelle”

§

Published in: on giugno 25, 2015 at 07:32  Lascia un commento  

O Kaïmos

Ο ΚΑΗMOΣ

Είναι μεγάλος ο γιαλός
είναι μακρύ το κύμα
είναι μεγάλος ο καημός
κι είναι πικρό το κρίμα

Ποτάμι μέσα μου πικρό
το αίμα της πληγής σου
κι από το αίμα πιο πικρό
στο στόμα το φιλί σου

Δεν ξέρεις τι ‘ναι παγωνιά
βραδιά χωρίς φεγγάρι
να μη γνωρίζεις ποια στιγμή
ο πόνος θα σε πάρει

Ποτάμι μέσα μου πικρό
το αίμα της πληγής σου
κι από το αίμα πιο πικρό
στο στόμα το φιλί σου

§

IL DOLORE

Grande è la spiaggia
lunga è l’onda
grande è il dolore
e amaro il peccato

Amaro dentro di me il fiume
il sangue della tua ferita
e più amaro del sangue
il tuo bacio sulla bocca

Non sai cos’è il gelo
di una notte senza luna
e in quale momento
ti prenderà il dolore

Amaro dentro di me il fiume
il sangue della tua ferita
e più amaro del sangue
il tuo bacio sulla bocca

DIMITRIS CHRISTODOULOU  E  MIKIS THEODORAKIS

Published in: on giugno 25, 2015 at 07:22  Comments (1)  

Mani

Non gli occhi profondi
labirinti di specchi
dove perdi il tuo sentiero
Non la bocca
che tra una rima di sorriso
e una ruga d’amaro
dice le sue mille verità
ma trattiene in gola
il sospiro dell’unico mistero
Io guardo solo le sue mani
dalle dita sapienti e incantatrici
che disegnano sogni bambini
Mani che raccontano la strada
e tengono stretti due soldi di futuro
perché la vita non fugga ancora
Mani ornate di grazia
con il vezzo gentile dei suoi anelli
e quell’unica fede nella libertà
il più prezioso da mostrare al mondo
Quelle mani forti di orgoglio
mani calde di primavera
asciugate da lacrime e polvere
capaci di rabbia serrata
o di aperta e grata carezza
portano armi innocenti di dolce resa
e piccole unghie che graffiano il cuore
Se quelle mani lontane e instancabili
sapessero quanto le ho sognate!
Talvolta nella mia inquieta stanza
le rivedo muoversi ancora
e volteggiare amiche
nel buio di un sogno interrotto
Allora mi metto in ascolto
di ciò che mi vogliono dire
perché le mani
al contrario del tempo bugiardo
no, le mani non mentono mai.

Fabio Sangiorgio

Published in: on giugno 25, 2015 at 06:55  Lascia un commento