Il melograno

A Lisa

Scoprirsi retrivo a onta del nuovo
d’assurdo impastato, e cancellatore
di quell’immenso che dava all’amore
l’afflato primo che più non ritrovo.

Di risonanze cadute nel rovo
s’adonta il rinnego di cui è autore
lo schiacciasassi che al solo sentore
dà in pasto alle fiamme il dolcestilnovo.

È bene il rinnovo nel tempo che passa
ma un coro stonato non è il sursum corda
per districare qualunque matassa!

Per te il mio nuovo… la nuova tendenza
è rinnovare il rodaggio che accorda
le note d’allora alla lunga esperienza.

E chicco, chicco con te il melograno
sgrano – ancora tenendoti per mano.

Armando Bettozzi

Published in: on luglio 6, 2015 at 07:48  Comments (2)  

Lavorare stanca

Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest”uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.
Ci sono d”estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.
Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

CESARE PAVESE

Published in: on luglio 6, 2015 at 07:42  Comments (2)  

Non appassire

Terra vergine

dura

rattrappita

un ammasso di polvere

e di ghiaccio

saresti senza sole…

Egli si affaccia

tenero

compare all’orizzonte

tu senti la dolcezza

e ti lasci toccare.

Egli carezza i monti

antri profondi amplessi

e lascia al grembo fiori…

perciò ti amo

piccola, smarrita

tra gorghi

di questo fiume in piena

che ti ha travolto

e sei rimasta chiusa

dentro le fortezze del pudore

non disdegnare

raggi dell’amore

lasciati sfiorare

dalla dolcezza,

non appassire

come la terra muta senza sole.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on luglio 6, 2015 at 07:28  Comments (2)  

Nell’acqua resta l’eco

Il riflesso dell’acqua
rispecchia occhi ridenti
di bambine

barchette di carta viaggiavano
navigando sull’acqua
della fontana
trasportando merce preziosa
nel luccichio di splendidi
diademi di vetro.

Continuava il gioco
tra risa argentine.

Nell’acqua resta l’eco
che il vento ha staccato.

Maristella Angeli

Published in: on luglio 6, 2015 at 06:54  Comments (4)  

All’ombra di un leccio

Questi alberi giganti sormontano le mie paure.
Chiedo tregua all’ombra di un leccio.
Mai le mie paure furono tanto invadenti
come in questi giorni all’ombra di un leccio.

Simone Magli

Published in: on luglio 6, 2015 at 06:52  Comments (3)