Quel perchè

Nasce la commozione trema la mano
mentre sfioro guardo la vecchia cartolina
rimasta imprigionata in un libro
d’alchemico sapere che da anni era
là sepolto e per caso ritrovato
sfogliato e per caso arrestato
proprio alla pagina per trarla dall’oblio.
Cartolina mia del mio tempo antico
lucida allora ma oggi un po’ sbiadita
con rose rosse e viole e in rilievo
color oro zecchino la parola Amore.
Sul retro da me scritti in stampatello
un nome e un indirizzo negli anni
pensavo ormai dimenticati ma poi non era vero.
Pur se affrancata ingiallito il francobollo
non so perché non l’avevo poi spedita e
tra quelle pagine distratto abbandonata.
S’agita la man più forte ancora
più forte è il tremolio già forte suo
la commozione si tramuta in pianto
leggendo quelle righe scritte un tempo
al di sotto del nome mio Giuseppe:
” Ti chiedo solo perché mi odi tanto?”
Oggi mentre piango credo di sapere
perché quel ” perché” non ho mai spedito:
non avrei mai avuto son certo una risposta.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 7, 2015 at 07:48  Comments (7)  

Muovi il sole e dicono anche le altre stelle

Muovi il sole e dicono anche le altre stelle

allora gira e rigira questo mio tempo indolente

ruotalo sulla china di questo asse

inventami vecchie storie – è bello crederle

come una madonna annunciata

E dopo ricordami quelle nuove

quelle giuste – quelle che hanno le lacrime agli occhi

e le parole importanti

come quella prima volta del corpo di un uomo

quella degli ancora dai fiati corti – e di come fu

la scoperta attraverso l’altro

della bellezza che seduce

e del lontano da casa – il futuro – il mondo nelle mani

– e dell’ora tocca a me

dimmi dell’attesa di quel telefono paziente –

della pace nei brividi che stordiscono – comuni –

del compiaciuto stupore dello stesso pensiero

e del mio viaggio da occhi a sguardo

Gira e poi gira finché ho il respiro

lasciami appesa alla gravità di questa terra

ma che i miei piedi siano nelle sue orme

e che la sua consolazione dorma nel mio riposo

Muovi noi due insieme – in questo giro dell’universo

perché non c’è altro

già non c’è altro

che ne valga l’eterno.

 

Anna Zucchini

Published in: on luglio 7, 2015 at 07:42  Comments (2)  

Filastrocca della vita

Per cibarmi, già al mattino,
verso versi nel frullino:
corsi scorsi e campanelli
cieli tersi e bai cavalli

Variopinti pappagalli.
Guai ai vinti e pii orizzonti,
immensi monti, ponti e santi;
canti antichi e antichi pianti.

Al pomeriggio tutti i venti
fasti e vanti, eventi lieti;
sguardi esteti, occhi stanchi
cocchi bianchi, il mio volare.

Tutt’ insieme a mescolare
e creare un bell’impasto;
premo il tasto poi, la sera
e da mia sfera, traggo stilla.

Ecco, balla, una favilla
che s’illumina e si trita;
breve vita, lieve assaggio,
e svanisce il mio miraggio.

Flavio Zago

Published in: on luglio 7, 2015 at 07:31  Comments (2)  

Poesia in movimento

acqua sorgiva

che ha fretta

di scorrere

acqua dolce di fiume

di lago

di fonte

acquaforte

che solca

che porta chiarezza

specchio d’acqua

zampillo e purezza

occhi d’acqua profonda

color della pioggia

bellezza azzurrata

talvolta salata

imbrigliata

per spegnere fuoco…

Aurelia Tieghi

Published in: on luglio 7, 2015 at 07:18  Comments (2)  

Francesca

You came in out of the night
And there were flowers in your hand,
Now you will come out of a confusion of people,
Out of a turmoil of speech about you.

I who have seen you amid the primal things
Was angry when they spoke your name
IN ordinary places.
I would that the cool waves might flow over my mind,
And that the world should dry as a dead leaf,
Or as a dandelion see-pod and be swept away,
So that I might find you again,
Alone.

§

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.
Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.
Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

EZRA POUND

Published in: on luglio 7, 2015 at 07:03  Comments (3)