Romance profundo

Entre la sombra y la luz,
¡qué sola va el alma mía!
Mi espíritu se quebró
entre una boca indecisa,
y un caballo de cristal
por mal camino me guía,
llevando todo mi ser
bajo una estrella maldita.
¿Qué me haré yo con tu amor?
¿Con tu amor, yo qué me haría?
Si volcará mi pesar
y podrá notar distintas.
Claros de luna sin fin
todas las noches habría,
y densa, densa emoción
de mi estrella con envidia.
¿Pero cuando volverá?
Me pregunto noche y día.
Quién sabe si ha de venir
tan breve como una chispa
o como llega también
el sol, el agua y la brisa.
Entre la sombra y la luz,
¡qué sola va el alma mía!

§

Soglia tra l’ombra e la luce,
come va sola l’anima mia!
Il mio spirito s’è infranto
per una bocca indecisa,
e un cavallo di cristallo
mi porta per brutte strade,
tutto quanto mi trascina
sotto una cattiva stella.
Cosa farò del tuo amore?
Del tuo amore, che farei?
Se cambiasse il mio dolore
dandomi note diverse.
Chiari di luna infiniti
avremmo tutte le notti,
e una densa, densa emozione
della mia stella invidiosa.
Ma quando ritornerà?
Mi domando notte e giorno.
Chi sa se vorrà tornare
veloce come scintilla
o come sanno arrivare
il sole, l’acqua e la brezza.
Soglia tra l’ombra e la luce,
come va sola l’anima mia!

ADALBERTO ORTIZ QUIÑONEZ

Published in: on luglio 11, 2015 at 07:42  Comments (1)  

E mi accontento di non morire

Due ragazzi si baciano in piedi, alle loro spalle la ruggine
dei capannoni industriali brilla come una medusa fuori dall’acqua…
e poi cos’altro? Nient’altro.
Un buon poeta (dicono) mi suggerisce che dovrei essere più chiaro
e certamente più attuale,
ma dentro ho mezzo chilometro di vino e qualche altra cosa che non saprei spiegare
perciò non voglio dire niente o nient’altro
e mi accontento di non morire, per oggi.

Massimo Pastore

Published in: on luglio 11, 2015 at 07:17  Comments (1)  

Viaggiatori di notte

La pioggia riga obliquamente i vetri

mentre nel buio esterno

appare il lampo di una insegna

e rapido sparisce

o la luce superflua

di una piccola stazione secondaria

e te ne fugge il nome.

Nel vetro si riflettono le facce

di stanchi viaggiatori,

come di quell’uomo

che ha lasciato cadere il suo giornale

e dorme, le mani aperte

e vuote sui ginocchi.

Anche chi veglia

ha il viso assorto

di quelli che stanno sospesi nel tempo.

 

Mirella Gresleri

Published in: on luglio 11, 2015 at 07:16  Lascia un commento  

Promessa

Ti scriverò
quando il vento non mi soffierà più contro.
Ti scriverò
quando le lacrime non mi impediranno di vedere i tasti.
Ti scriverò
quando riuscirò ad amare di nuovo il giorno che inizia.
Ti scriverò
quando mi accorgerò che il grano è maturo.
Ti scriverò
al canto delle cicale e al “cri cri” dei grilli.
Ti scriverò
quando il mare rifiuterà le mie lacrime.
Ti scriverò
quando sarò talmente forte da riuscire a dimenticare il mio unico amore: papà.

Sandra Greggio

Published in: on luglio 11, 2015 at 07:12  Comments (3)  

Domani è domenica

Porta notte
 .
la luce è spenta
e la porta è chiusa
il silenzio lavora
fuori dalla stanza muta
sulle pareti
solo il crocifisso
testimone della mia preghiera
 .
lo sguardo lavora al fotomontaggio
delle immagini del giorno
e ricostruisce
il profilo di un volto stanco
disegnato
sul bianco soffitto
dall’ombra riflessa
di uno strappo di plastica
della finestra chiusa
 .
un’indagine acuta e approfondita
del film dell’essere e non essere
tra vocali e consonanti della vita
 .
la coscienza del dolore
è consapevolezza di esistere
 .
fuori
la notte ingoia le stelle
e
domani è domenica.
 .
Giovanni De Simone
Published in: on luglio 11, 2015 at 07:08  Comments (2)