Donna che si pettina

Onde dorate, e l’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per questi errori preziosi e quelli;

e, mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi rubelli.

Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte gìa.

Ricco naufragio, in cui sommerso io moro,
poich’almen fur, ne la tempesta mia,
di diamante lo scoglio e ‘l golfo d’oro!

GIOVAN BATTISTA MARINO

Published in: on luglio 12, 2015 at 07:48  Comments (2)  

Il calabrone

Dormì trent’anni
di letargo e indolenza
il vecchio calabrone
Fu la magia di un fiore
a svegliarlo di improvviso tepore
e il nettare vivo
di quella tarda primavera
Aprì il suo volo
incredulo e felice
su quel mattino nuovo
seguendo tracce di miele
in danza di cuore e poesia
Nell’irrequieta ricerca
di lontane essenze
giunse a lambire il suo sogno
e libero posò le ali
ebbre di aromi e di mistero
Ma un malvagio destino
girò il suo bicchiere
a punire il volo impudente
e coprì di notte in un attimo
quel cielo azzurro di prigioniero.
Ora nel vuoto universo di vetro
lui scivola dimena percuote sbatte
arrampica pareti di trappola
ma vinto dal duro involucro
ricade sconfitto e sfinito
Poi tace ogni ronzìo
e sopraggiunge la quiete
in questa ampolla senza più profumi
Muore così nell’alba spenta
la flebile promessa di un domani
e tra i confini di una soffocante certezza
si consuma lenta
l’ultima aria del calabrone.

Fabio Sangiorgio

Published in: on luglio 12, 2015 at 07:43  Comments (1)  

L’ultima romantica

Dopo il temporale, su marciapiedi inondati

brividi d’azzurro nello specchio di luna

corteggiata dalla brezza vespertina.

I lampioni ancora spenti lasciano meglio godere

il crepuscolo ammaliatore d’anime assorte.

Lontano, brillano fioche finestre

aperte sulla prima stella che sfida il giorno

mentre profumi di famiglia

riuniscono teste coese attorno al desco.

 

Solo qualche giovane si racconta

dietro vetri appannati, alla luce del bar.

Le mani sprofondate nelle tasche

hanno dimenticato le carezze.

Voci alterate, risate fittizie,

delusioni e speranze perdute.

Sul tavolino bicchieri vuoti

e nessuna rosa.

 

Elide Colombo

Published in: on luglio 12, 2015 at 07:37  Lascia un commento  

Dove nasce l’alba

Andrò ancora sul sentiero di sempre,

a destra il mare pronto ad ascoltarmi,

a manca il resto, la vita mia compresa.

 

Del sale odorerò il profumo antico

e, gli occhi chini, chiederò perdono

se mai non riuscissi a confessarmi.

 

Là, dove nasce l’ennesima mia alba.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on luglio 12, 2015 at 07:34  Lascia un commento  

Il sole d’aprile m’illumina

suggerisce nuove parole:
uscire da questa dimensione.

non sono solo una leonessa
che piange lagrime nere.

ma sono una donna
danzante nel vento.

oh accarezzami sole!

sole d’aprile accarezzami il cuore.

Michela Turchi

Published in: on luglio 12, 2015 at 07:10  Lascia un commento