Senza farmi male

Mentre passeggio piove.
Nel mio ricordo di bambina
abbraccio alberi,
piante, panorami
in profumi nascenti….
Oggi non è cambiato niente.
Ci son solo scale
a cui attingere
per dar senso alla mia
ed all’altrui poesia:
il senso di ascolto.
In questo fermarsi
il tempo non esiste.
È un’estensione senza logorìo.

Glò

Published in: on luglio 14, 2015 at 07:48  Comments (1)  

Brindo a voi

Orsù dunque miei signori
dove sono i vostri ardori
che celate giù nel fondo
in quell’animo rotondo

se parlate degli amori
che hanno preso i vostri cuori
io non so che viso hanno
se dolore ancor vi danno

so di certo che per me
un altro volto ancor non c’è
ma, se siete ricambiati
brindo ai voi miei fortunati

perché il tempo dell’amore
quel che cambia le tue ore
e ti riempie fino in fondo
di quell’altro amato mondo.

Il Passero

Published in: on luglio 14, 2015 at 07:09  Comments (4)  

Morte, non essere orgogliosa

DEATH BE NOT PROUD

Death be not proud, though some have called thee
Mighty and dreadful, for, thou art not so,
For, those, whom thou think’st, thou dost overthrow,
Die not, poore death, nor yet canst thou kill me.
From rest and sleepe, which but thy pictures bee,
Much pleasure, then from thee, much more must flow,
And soonest our best men with thee doe goe,
Rest of their bones, and souls deliverie.
Thou art slave to Fate, Chance, kings, and desperate men,
And dost with poyson, warre, and sicknesse dwell,
And poppie, or charmes can make us sleepe as well,
And better than thy stroake; why swell’st thou then;
One short sleepe past, wee wake eternally,
And death shall be no more; Death, thou shalt die.

§

Morte, non essere troppo orgogliosa, se anche
qualcuno ti chiama terribile e possente
tu non lo sei affatto: perché
quelli che pensi di travolgere
in realtà non muoiono, povera morte, né puoi uccidere me.
Se dal riposo e dal sonno, che sono tue immagini,
deriva molto piacere, molto più dovrebbe derivarne da te, con cui proprio i nostri migliori se ne vanno,
per primi, tu che riposi le loro ossa e ne liberi l’anima.
Schiava del caso e del destino, di re e disperati,
tu che dimori con guerra e con veleno, con ogni infermità,
l’oppio e l’incanto ci fanno dormire ugualmente,
e molto meglio del colpo che ci sferri.
Perché tanta superbia?
Perché tanta superbia? Trascorso un breve sonno,
eternamente, resteremo svegli, e la morte
non sarà più, sarai tu a morire.

JOHN DONNE

Published in: on luglio 14, 2015 at 07:03  Comments (1)  

La voglia d’acqua in bocca alla rosa

Se vuoi ti dico la mia stagione
la piaciuta, la preferita a muso di cane
il mio rosolio.
Ti dico che dev’essere calda
perché nudo, voglio svegliarmi e averti vicina;
e un po’ d’incanto
d’incartapecorita lentezza, un po’ d’agosto
una formica tra le fessure
fuori il secco, la voglia d’acqua in bocca alla rosa.
Fuori il sordo
pomeridiano niente da fare
dentro l’uomo, arroventato e incline all’amore
e poi una donna
stupefacente in tutti i suoi odori
nel candore, delle sue mani sempre curate
senza pieghe, senza la carta straccia dei guai.
E dentro il viaggio
che inizia dal capitolo due e prosegue all’otto;
in mezzo ci mettiamo figure, Valentina
capello corto e corpo da dea, gli occhi socchiusi
che dicono dei sensi spericolati e rossi.
In mezzo ci mettiamo una limonata fresca
l’acqua del bagno a fiumi per dopo;
in mezzo niente
soltanto noi con tutti i difetti, la scultura
di come poi l’origine muti
pieghi
impazzi.

Massimo Botturi

Published in: on luglio 14, 2015 at 07:01  Comments (2)  

Ho rubato (Una ballata onesta)

.
Ho rubato un fiore
in un davanzale
per donarlo a te
che stavi male
Ho rubato un’onda
al mare
per donarti la libertà
che volevi avere
Ho rubato un sorriso
ad un bambino
per amarti ed esserti
più vicino
Ho rubato lamenti
a della povera gente
per te che non avevi
più sentimenti
Ho rubato l’invidia
a chi ce l’aveva
perché vivendo
non avesse l’accidia
Ho rubato da tanti
il senso della vita
per migliorarlo
e per portarlo avanti
Ho rubato tutto
tutto quello
che si poteva rubare
per farti di me innamorare
Alla fine non ho rubato niente
in questo mondo, nemmeno la luce
perché quella è del sole, sono innocente
Ma una cosa sì, vorrei rubare
il cuore, quello di tutti
per far dire solo a lui
questa parola…amare
.
Gavino Puggioni
Published in: on luglio 14, 2015 at 06:52  Lascia un commento