Il silenzio

Amo il silenzio per sottrazione, quello che rimpiazza i rumori

quando il calabrone tace il ronzio e appeso rimane il timore

quando l’ultima nota galleggia nel vuoto e sospende l’ascolto

quando la pioggia sul vetro cambia giro e restano mute le gocce

quando di notte anche l’ultimo passo abbandona l’andare.

Ma temo il silenzio per sottrazione, quello che nega la parola

quando l’attesa contiene il clamore del vuoto

quando la risposta al conforto è un grumo d’oblio.

 

Anna Zucchini

Published in: on agosto 21, 2015 at 07:49  Comments (4)  

NORMALITA’

Nave dei pazzi

La normalità è una barca che solo i folli fanno navigare

Pierluigi Ciolini

Published in: on agosto 21, 2015 at 07:45  Comments (4)  

La forza dell’amore

Scuote Amore il mio cuore
come il vento sul monte
si abbatte sulle querce.
Subito a me il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
non esce, e la lingua si spezza.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e gli occhi più non vedono
e rombano le orecchie
.

SAFFO

Published in: on agosto 21, 2015 at 07:44  Comments (4)  

Vivere

Ti parlo
ridono i minuti
correndo a perdifiato.
Ti ascolto
era un attimo fa
bruciamo il tempo.
Viviamo.

.
Elide Colombo

Published in: on agosto 21, 2015 at 07:43  Comments (5)  

Campane di Aprica

Dove ogni cosa all’arrivo, ti avvolge di lieto

e sorprende, l’odore d’una “stua” di legno,

che fin da bambino custodisce memorie:

 

I prati di fresco tagliati, dai forti profumi di erbe

trascinati in città e quei sapori del mangiare sui prati.

Quel sentire il sole innescare i moti dell’aria intorno.

E le gare di allora, a dare per primo un nome

a quella nube rincorsa, da veloce e mai sazia sorpresa

e rotolare sul pendio nel fieno appena seccato, gioia

per noi, un po’ meno per chi aveva falciato e sgridava.

 

Vivere i tramonti alle nove di luglio a seguire l’ombra

ritirarsi fino a nascondersi nella sera e fermarsi

distesi, ascoltare campane inondare la valle e conosciuti

fremiti, abbracciarti l’anima ogni volta stupita.

 

Le campane di Aprica rimangono dentro

un timbro noto solo lassù che ti porti a Bologna

come di una gioia, unita a una pena che non sai

e, ti manca.

 

Giampietro Calotti C.

Published in: on agosto 21, 2015 at 07:39  Comments (4)  

La mia casa è sempre il mare

La mia casa è sempre il mare

Il suo liquido m’ appartiene

ne sento nuova forza arrivare

l’ onda azzurra corre

la chiamo murena elettrica

vivido lume veleggiante

nel tempo spazio temporale

al flutto d’anima lunare

continuo è il rimirare del suo labbro salato

vibrante marea m’investe con il velo del cielo

aggrappo quella calamita

che appare filigrana di vita

anche quando il vento mi trasporta dentro le fosse

in correnti lontane a pronunciar parole sulle acque ricolme

a suggellar tempeste che non ho scelto…

Aurelia Tieghi

Published in: on agosto 21, 2015 at 07:21  Comments (2)