Assisi

Fermo, l’istante maturato tra le rose

sulla punta delle dita e l’acquasanta

senza cerchi di fiume nella conca di marmo,

dove trova specchio lo stupore dei Santi.

Gli occhi nel girotondo dei dipinti

un silenzio profumato, solenne,

lo squarcio di sole tra le nuvole dei mosaici

il baluginio d’un ricordo,

nel respiro remoto del tempo.

Nell’animo la polvere soffusa di memoria

e un coro sommesso e lieve

in quel contrasto di bagliore e umiltà

dove la fede non ha nome

ma solo il volto dell’Amore.

 

astrofelia franca donà

Published in: on agosto 23, 2015 at 07:43  Comments (3)  

Verso l’abisso

Un’onda immonda sta nascendo e avanza,

un’orda immemore del fosco orrore

invade le piazze con cieco furore:

razzismo è figlio d’intolleranza.

 

La destra estrema fomenta ad oltranza

il malcontento senza alcun pudore,

lo Stato tituba, non ha vigore.

E l’umanità fa posto alla panza.

 

S’ispira odio per un pugno di voti

verso il diverso per lo più inerme.

Il nero è negro: pregiudizi noti

 

non hanno mai bisogno di conferme:

specie quando d’amore si è vuoti.

Se ripartissimo da bocce ferme?

 

Umberto Marinello

Published in: on agosto 23, 2015 at 07:28  Comments (2)  

Solo

Solo

ALONE

From childhood’s hour I have not been

As others were; I have not seen

As others saw; I could not bring

My passions from a common spring.

From the same source I have not taken

My sorrow; I could not awaken

My heart to joy at the same tone;

And all I loved, I loved alone.

Then- in my childhood, in the dawn

Of a most stormy life- was drawn

From every depth of good and ill

The mystery which binds me still:

From the torrent, or the fountain,

From the red cliff of the mountain,

From the sun that round me rolled

In its autumn tint of gold,

From the lightning in the sky

As it passed me flying by,

From the thunder and the storm,

And the cloud that took the form

(When the rest of Heaven was blue)

Of a demon in my view.

§

Fin dall’ore dell’infanzia non fui mai
simile agli altri, mai vidi le cose
come gli altri le vedevano, né seppi
la mia passione trarre da una comune fonte,
dalla stessa sorgente non presi il mio dolore,
sulle stesse tonalità non ho potuto
isvegliare alla gioia il mio cuore,
e tutto quel che ho amato, da solo io l’ho amato,
allora, nell’infanzia, agli albori.
D’un’esistenza in tempesta, dal fondo
d’ogni bene e d’ogni male fu attinto
il mistero che ancora mi lega,
dal torrente o dalla fontana,
dal pendio rosso del monte,
dal sole che mi girava e rigirava attorno
nel suo autunno d’oro tinto,
dal lampo del cielo
che in volo mi passava e ripassava accanto,
dal tuono e dalla tempesta,
e dalla nube che (azzurro
era il resto del cielo) in demone
si trasformò ai miei occhi.

EDGAR ALLAN POE

Published in: on agosto 23, 2015 at 07:06  Comments (4)  

Occhi lucenti

Occhi lucenti.
La loro luce
rasserena il silenzio dentro il cuore,
danno pace al mio vagare,
sono pietre preziose sul tuo volto,
li guardo e mi ci perdo

Occhi lucenti.
Sono perle radiose,
raccolte dalla rugiada,
mi osservano,
mi accarezzano,
mentre sulla pelle
scorrono brividi

Occhi lucenti,
restate sempre aperti,
al mio passare,
al mio gustare,
al mio sentire.

Marcello Plavier

Published in: on agosto 23, 2015 at 07:05  Comments (3)  

Ecocompatibilità

Nasce l’idea di noi
come ospiti della terra
non più proprietari.
“Consumare solo quello
che può ricrescere”.
“Energie alternative
e fine dei furti senza ritorno”.
“Lasciare il pianeta
come l’abbiamo trovato”.

Progetti di equilibri ecocompatibili
incompatibili con un mondo
che corre allo sfascio.

Un mondo di multinazionali
dai bilanci stellari
con corti di azionisti
con la bava negli occhi
per qualche spicciolo in più.

Ma Sansone non sopporta più.
Il tempio trema.
L’equilibrio è rotto da tempo.

Fuggiremo senza meta
con occhi di terrore
tra lapilli di Pompei?
Sepolti tra macerie di terremoti?
Inariditi da deserti
al posto dei giardini?
Annegati in valanghe d’acqua
che tutto cancellano?
O a cavallo di colline galleggianti?

Ma la paura non è sufficiente,
arriva sempre in ritardo.

Prima di costruire la nuova arca
(solo per ricchi)
servono gli uomini
che dicano BASTA!

Lorenzo Poggi

Published in: on agosto 23, 2015 at 06:51  Comments (4)