Il sogno

Gabbiano cuore

Disperatamente
dal mio cuore
ricerca un’uscita
un gabbiano.

Tra sterpi roventi
ingabbiato
smarrito ha
il suo mare.

Soltanto l’azzurro
d’un sogno vissuto
aprire potrà
quelle ali.

L’azzurro è arrivato.
Così verso il sole
in cerca d’amore
si libra il gabbiano.

Sandra Greggio

Published in: on agosto 26, 2015 at 07:45  Comments (12)  

Pescatore

Pescatore, di mare impregnato,
di sale, di sole, di luna crescente
solo sul velo di seta, o crespato
sotto la cupola oscura o splendente

e dalla vela o dal remo guidato
nell’aria fresca, o afosa e cocente,
muto, però di pensieri affollato
passi le ore in attesa, paziente…

E, tra te e te, mentre avvolge, la bruma
cerchi risposte a pensieri profondi
di su l’immenso profondo…E alla spuma

dell’onde che battono il legno
co’ un palpito chiedi che non affondi,
e, del sacrificio, un carico degno.

Armando Bettozzi

Published in: on agosto 26, 2015 at 07:38  Comments (3)  

Beton

È quando hai fatto irruzione tu con i tuoi mastini tra le braccia
che ho spento tutte le candele ed ho cominciato a sudare…
forse ti avrei detto di più, forse ti avrei detto tutto,
mi sarei lasciato alle spalle le istruzioni per uccidere sui foglietti illustrativi
dei giocattoli per bambini
e ti avrei detto di più o forse ti avrei detto tutto…
la tua faccia spigolosa come una dogana abbatteva tutti i miei teoremi
le piccole scritte sulle pareti
il primo sonno dei bachi da seta
ma c’è qualcosa che non funziona anche nei nostri gesti
e tu, con la tua minigonna stile DDR
te ne stavi seduta a fissarmi le mani credendo che il mondo non avesse bisogno di me
quando io volevo che tu sola avessi bisogno di me…
e così per stupirti dissi che le tue mani erano dello stesso materiale del béton
e per un attimo ti vidi felice fino a quando da dietro le quinte qualcuno o qualcosa
ti suggerì che il béton non è altro che calcestruzzo…
lo vedi, c’è qualcosa che non funziona anche nei nostri gesti
e non dissi di più, anzi, non ti dissi niente!

Massimo Pastore

Published in: on agosto 26, 2015 at 07:27  Comments (4)  

Tra porte socchiuse

Cappelliera

Corro da te annullando
il tempo
nascondendo le pene
in un anfratto profondo.

In un angolo di valigia
ripongo preoccupazioni
in una cappelliera
chiudo angosce.

Imperturbabile melodia
sulle scale di un pianoforte
che ha note d’amore.

Tintinnano antenne
captando parole d’incanto
cercando il dono d’amore
tra porte socchiuse.

Si apre la via spazzando
ciò che turba
offuscando la vista.

Maristella Angeli

Published in: on agosto 26, 2015 at 07:17  Comments (4)  

Ode al pomodoro

ODA AL TOMATE

La calle
se llenó de tomates,
mediodia,
verano,
la luz
se parte
en dos
mitades
de tomate,
corre
por las calles
el jugo.
En diciembre
se desata
el tomate,
invade
las cocinas,
entra por los almuerzos,
se sienta
reposado
en los aparadores,
entre los vasos,
las matequilleras,
los saleros azules.
Tiene
luz propia,
majestad benigna.
Debemos, por desgracia,
asesinarlo:
se hunde
el cuchillo
en su pulpa viviente,
es una roja
viscera,
un sol
fresco,
profundo,
inagotable,
llena las ensaladas
de Chile,
se casa alegremente
con la clara cebolla,
y para celebrarlo
se deja
caer
aceite,
hijo
esencial del olivo,
sobre sus hemisferios entreabiertos,
agrega
la pimienta
su fragancia,
la sal su magnetismo:
son las bodas
del día
el perejil
levanta
banderines,
las papas
hierven vigorosamente,
el asado
golpea
con su aroma
en la puerta,
es hora!
vamos!
y sobre
la mesa, en la cintura
del verano,
el tomate,
astro de tierra,
estrella
repetida
y fecunda,
nos muestra
sus circunvoluciones,
sus canales,
la insigne plenitud
y la abundancia
sin hueso,
sin coraza,
sin escamas ni espinas,
nos entrega
el regalo
de su color fogoso
y la totalidad de su frescura.

§

La strada si riempie di pomodori,
mezzogiorno, estate,
la luce si divide in due
nella metà di un pomodoro
e scorre per le strade
il succo.
In dicembre
il pomodoro invade le cucine,
entra per i pranzi,
si siede, riposato, nelle credenze,
tra i bicchieri,
e le saliere azzurre.
Emana
una luce propria
maestà benigna.
Ma dobbiamo assassinarlo:
affonda il coltello
nella sua polpa vivente
e una rossa viscera,
un sole fresco,
profondo, inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia cadere addosso l’olio,
figlio
essenziale dell’ulivo,
sugli emisferi socchiusi,
si aggiunge il pepe
la sua fragranza
il sale
il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l’arrosto colpisce
con il suo aroma
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo dell’estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella ricorrente
e feconda,
ci mostra le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l’insigne pienezza
e l’abbondanza senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

PABLO NERUDA

Published in: on agosto 26, 2015 at 06:59  Comments (2)