Millenovecentoquarantasette/ottantanove

Sbocciati dal ventre come fiori dalla terra

fortunate quelle genti, nate nel dopoguerra.

Ogni cosa brillava del sorriso di una madre

il bene stringeva, nella mano di suo padre.

 

Il tempo passa in quei resti di follia.

Fu amore a rigenerare un’armonia

o fu soltanto stanchezza di delirio?

Non importa, è stato un bel sipario.

 

Il tempo passa, anche se brucia quel ricordo

si impara presto a smussare un disaccordo.

C’era allora, lontano dalle torri, un rione

con rispetto vien da dire ci viveva un sol coglione.

 

Scorre il tempo e l’amicizia tra due persone resta.

L’unico Bianco e l’altro Rosso. Era di moda colorarli.

Alle parole, fremeva il sangue nelle vene a provocarli

ma ben altro li univa; il mondo insieme era una festa.

 

Due famiglie oneste, non è strano e sono tante.

Casa lavoro e segreteria

Casa e lavoro e sagrestia

Distanti da ogni incanto ostentato di questuante.

 

Non ferma il tempo; “il sol dell’Avvenire” si è mostrato.

E’ crollato a un uomo onesto, un muro addosso

all’altro da tempo, molte “verità” sono nel fosso

nella ricerca di un Pensiero da troppi accomodato.

 

Fortuna vuole che la Fede non risieda in sagrestie

Così come le Idee, non stanno chiuse in segreterie.

 

Giampietro Calotti C.

Published in: on agosto 30, 2015 at 07:42  Comments (3)  

Mentre le scarpe…

mentre le scarpe da tennis mettono le ali

si può volare sulle onde…  

approdare in Sardegna,  sentirsi degna

d’inchinarsi alle immense bellezze

ai monumenti sempreverdi dell’ eucalipto

 composto aroma inconfondibile, sparso in aria

 e tra  i sugheri come scorze vegetali

 indossare poi scarponi verdi,  accomodarsi

 lungo le falesie, calarsi giù

 ancora una volta nel blu

per  leccare l’alito salato dalla miniera delle labbra

e sul rosa di risacche trasparenti

rannicchiarsi vicino a oleandri e ginepri

che amano zone luccicanti

lanciarsi ancora una volta al litorale, per poterlo salutare

nell’ entusiasmo di occhi e lenti; ammansire

                                               in prospettive sorridenti.

Aurelia Tieghi

Published in: on agosto 30, 2015 at 07:34  Comments (5)  

Aldilà 8

I

Un serafino con ali di cigno catturerà l’anima

come un acquario di trote prigioniere di un sogno:

risalire il ruscello d’argento al quale appartennero.

II

I cieli si disporranno in senso orizzontale perché

l’anima sarà l’armadio con il bucato appena stirato:

odore di erba bagnata e il bosco sarà la meraviglia.

III

Gli antichi affetti perduti daranno il benvenuto;

tutto sarà così chiaro come un vetro appena pulito;

così tante sfumature del rosso in realtà non supponevo.

 

Giancarlo Giudice

Published in: on agosto 30, 2015 at 07:31  Comments (2)  

Ogni volta

Cada vez que te dejo retengo en mis ojos el resplandor de tu última mirada.

Y, entonces, corro a encerrarme, apago las luces,

evito todo ruido para que nada me robe un átomo de la substancia etérea de tu mirada,

su infinita dulzura, su límpida timidez, su fino arrobamiento.

Toda la noche, con la yema rosada de los dedos, acaricio los ojos que te miraron.

§

Ogni volta che ti lascio, trattengo negli occhi lo  splendore

del tuo ultimo sguardo. E allora corro a rinchiudermi,
spengo le luci, evito ogni rumore perché nulla mi rubi un
solo atomo della sostanza eterea del tuo sguardo, la sua
infinita dolcezza, la sua limpida timidezza, la sua fine estasi.
Tutta la notte, con la punta rosata delle dita, accarezzo gli
occhi che ti hanno guardato.
 .
ALFONSINA STORNI
Published in: on agosto 30, 2015 at 07:15  Comments (3)  

La porta azzurra

La porta azzurra ascolta un cuore irregolare

e regala una paura costante.

I rari doni di leggerezza illudono

chi si ostina a non sapere

e io che non so e non saprò mai

mi concedo stupite primavere

di righe da amare

di tocchi d’inchiostro da commuovere.

 

Anna Zucchini

Published in: on agosto 30, 2015 at 06:53  Comments (3)