Cristo è smontato

CHRIST CLIMBED DOWN

Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
there were no rootless Christmas trees
hung with candycanes and breakable stars
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
there were no gilded Christmas trees
and no tinsel Christmas trees
and no tinfoil Christmas trees
and no pink plastic Christmas trees
and no gold Christmas trees
and no black Christmas trees
and no powderblue Christmas trees
hung with electric candles
and encircled by tin electric trains
and clever cornball relatives
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
no intrepid Bible salesmen
covered the territory
in two-tone cadillacs
and where no Sears Roebuck creches
complete with plastic babe in manger
arrived by parcel post
the babe by special delivery
and where no televised Wise Men
praised the Lord Calvert Whiskey
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
no fat handshaking stranger
in a red flannel suit
and a fake white beard
went around passing himself off
as some sort of North Pole saint
crossing the desert to Bethlehem
Pennsylvania
in a Volkswagon sled
drawn by rollicking Adirondack reindeer
with German names
and bearing sacks of Humble Gifts
from Saks Fifth Avenue
for everybody’s imagined Christ child
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
no Bing Crosby carollers
groaned of a tight Christmas
and where no Radio City angels
iceskated wingless
thru a winter wonderland
into a jinglebell heaven
daily at 8:30
with Midnight Mass matinees
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and softly stole away into
some anonymous Mary’s womb again
where in the darkest night
of everybody’s anonymous soul
He awaits again
an unimaginable and impossibly
Immaculate Reconception
the very craziest
of Second Comings

§

Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano alberi di Natale senza radici
con appesi dolcetti e fragili stelle
Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano alberi di Natale dorati
nè alberi di Natale di lustrini
nè alberi di Natale di stagnola
nè alberi di Natale di plastica rosa
nè alberi di Natale d’oro
nè alberi di Natale neri
nè alberi di Natale blu cobalto
con appese candele elettriche
e circondati da trenini elettrici di stagno
e da stucchevoli parenti sapientoni
Cristo è smontato

dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano zone di competenza
di intrepidi venditori di Bibbie
con cadillac bicolori
e dove nessun presepe da grande magazzino
completo di bambino in plastica nella mangiatoia
arrivava come pacco postale
il bambino per raccomandata
e dove in tv non si trasmettevano i Re Magi
che lodano il whisky Lord Calvert
Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
nessuno sconosciuto ciccione maniaco-del-dare-la-mano
con un vestito rosso di flanella
e la barba bianca finta
se ne andava in giro spacciandosi
per una specie di santo del Polo Nord
che attraversa il deserto fino a Betlemme
nella Pennsylvania
su una slitta Volkswagen
trainata da gioviali renne degli Adirondack
dai nomi tedeschi
e che porta sacchi di Umili Doni
da Saks della Fifth Avenue
per l’immaginato Cristo bambino di tutti quanti
Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano cantori alla Bing Crosby
che mugolavano di uno stanco Natale
e dove nessun angelo di Radio City
pattinava senza ali sul ghiaccio
attraverso un paese invernale delle meraviglie
fino a un paradiso alla jinglebell
ogni giorno alle 8 e mezza
con matinèe della Messa di Mezzanotte
Cristo è smontato
dal suo Legno Nudo
quest’anno
e piano piano s’è infilato di nuovo via
in un anonimo ventre di Maria
dove nella più tenebrosa notte
dell’anonima anima di tutti quanti
Egli di nuovo attende
un’inimmaginabile
e impossibilmente
Immacolata Riconcezione
in assoluto il più folle
dei Secondi Avventi.

LAWRENCE FERLINGHETTI

Published in: on settembre 7, 2015 at 07:47  Comments (3)  

La carrozza 23

Io non ti conosco
e non so chi sei
eppure il tuo sorriso
cancella a volte i segni miei..
Troppe verità rimaste dentro
confondono e impediscono
di scivolare via
di quella lacrima ne faccio
          una poesia…….
Infiniti treni ormai
passati, prima rincorsi
e poi dimenticati;
alla stazione del cuore
fermate non ce n’è
in zona rimozione
la carrozza ventitrè…
Ma corre sui binari
         la mia fantasia
mi spengo e mi riaccendo
prendo a calci questa vita
con la sua allegoria, il mio fumetto…

Beatrice Zanini

Published in: on settembre 7, 2015 at 07:35  Comments (3)  

Lui pesca, fermo nel silenzio

io penso, senza fiato.
Una sponda ci divide,
il lago non parla:
gli basta il suo segreto.
La vita è quando non interroghi
nessuno.

Simone Magli

Published in: on settembre 7, 2015 at 07:32  Comments (3)  

Il Figlio

Statue piccole, grandi
il Presepe
attratti da quella Sacra Famiglia

foto a San Pietro
che accoglie il Mondo
un bambino dice a sua madre:
“Ma tu tieni a tuo figlio?”
uno sguardo e un silenzio
una nuova preghiera

le statue s’interrogano sagge
la mamma poggia la mano
il pensiero ha ritrovato

una bocca aperta al riso
la speranza
in quelle mani giunte

Maristella Angeli

Published in: on settembre 7, 2015 at 07:25  Comments (6)  

Tu, che a ogn’inizio e a ogni fin di sospiro

Tu, che a ogn’inizio e a ogni fin di sospiro
dentro mi vivi di realtà e di sogno
come se fossi tu, l’aria che sazia
che entra e che esce dal cuore ritmata,
ad ogni aurora accendi l’arancione
per tutto il giorno, e ancor lo fai pulsare
al nostro ritrovarci della sera.

Tu, che respiro dai ai miei sospiri
senza il rossetto…ma col tuo fiorire
del giorno dopo giorno…Col pallore
che prendi dalla luna biancaluce
che alle volte restiamo a rimirare
pe’ aver da lei risposte che soltanto…
soltanto noi, a noi possiamo dare.

Tu guardi gli occhi miei, io i tuoi…
Scambievolmente sanno dirci tutto…
Tutto di noi…tutto dei perché…
Specie il perché il sospiro a ogni respiro
ci tiene insieme stretti come colla
nel sogno uguale al vero, e il vero è un sogno
e a noi non serve discoprirne il velo.

Armando Bettozzi

Published in: on settembre 7, 2015 at 07:21  Comments (3)