L’uomo di neve

THE SNOW MAN

One must have a mind of winter
To regard the frost and the boughs
Of the pine-trees crusted with snow;
And have been cold a long time
To behold the junipers shagged with ice,
The spruces rough in the distant glitter
Of the January sun; and not to think
Of any misery in the sound of the wind,
In the sound of a few leaves,
Which is the sound of the land
Full of the same wind
That is blowing in the same bare place
For the listener, who listens in the snow,
And, nothing himself, beholds
Nothing that is not there and the nothing that is.

§

Bisogna avere una mente da inverno
Per guardare il gelo e i rami
Dei pini incrostati di neve;
Ed aver avuto freddo a lungo
Per osservare i ginepri sfiniti dal ghiaccio,
Gli abeti spogliati dal barbaglio distante
Del sole di gennaio; e non pensare
Ad una infelicità nel suono del vento,
Nel suono delle poche foglie,
Che è il suono della terra
Piena dello stesso vento
Che soffia nello stesso luogo spoglio
Per chi ascolta, ascolta nella neve,
E, niente in sé, osserva
Il niente che non è qui e il niente che è.

WALLACE STEVENS

Published in: on settembre 9, 2015 at 07:45  Comments (8)  

La linfa degli errori

Custodisco nel silenzio del cuore
tutto le parole taciute.
Parlano di solitudine,
delle tue parole cancellate,
dei tuoi gesti sottratti al quotidiano.
Ora tento solo di decifrare il tuo sguardo
per modulare il mio dire al tuo
e ritrovarti nel deserto dei tuoi giorni.
Traggo linfa dai miei errori
e, su nuova soglia,
tento di lasciarti un senso della vita,
nella ricerca della verità.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on settembre 9, 2015 at 07:42  Comments (4)  

I nodi e le rose

Qualcuno un dì

è venuto a strapparmi

le rose dall’anima.

Non so perché
Non so da dove sia arrivato
questo folle criminale
dal superbo passo silente.

Mi ha lasciata lì,
sotto i lampioni della vita,
sui ciottoli delle vie perdute,
a boccheggiare versi
che riecheggiano come matti
nella mia testa danzante.

Nessuno è venuto lesto
ad asciugare il mio pianto.

Ho visto maschere dipinte
e visi vuoti, spiarmi
dietro le porte lugubri
delle loro stesse case.

Ma io ho ingemmato fogli di carta
e innalzato gridi stilati
per frantumare le giunture del mio dolore
e ho piegato in terra le ginocchia
per sciogliere ardita,
gli ultimi nodi smisurati dell’ anima.

Lady Rose

Published in: on settembre 9, 2015 at 07:22  Comments (3)  

L’asino di Thugga

Maestose si estendon della vecchia Thugga

le rovine di civiltà di tempi morti antichi, qui

si aggiran pieni di curiosità sotto il calor

del sole di turisti stuoli, il capitolin tempio,

al favor di Giove Giunone e Minerva eretto,

gode tra di lor di particolar ricerca e studio,

e poco lontan di lì in un prato di rovi di sterpaglie

un asin sonnolento a quel vociar della curiosa

lì vicina gente indifferente bruca tra i sassi

a la fame lenir sua e indifferente pur par di capire

a quello che fu lì splendido passato come lo fu

quel bigio suo fratello carducciano al progresso

verso a quella sbuffante vaporiera che fuggia:

che asini son il vecchio o il nuovo per loro cambia

poco ma solo esser dell’uomo sempre in sudditanza

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 9, 2015 at 07:09  Comments (12)  

Giocattoli

Giocattoli.

Soffitta ombrosa e gravida             

d’aromi d’altri tempi                    

dove ad acchetare venni              

mio cuor pieno di pena.              

Disarticolato legno                                          

dai colori scrostati,                              

dal mio andare ritto al mondo    

svelto un dì dai miei giochi,

ora mi torni fratello                    

e agli occhi miei incerti                    

par di veder me stesso.          

Disarticolato, stinto,                  

col naso affusolato                    

per il soverchio mentire,                

anch’io pinocchio dai fili recisi

dalla burattinaia ch’è la vita,    

come te buttato in soffitta.

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Alberto Baroni

Published in: on settembre 9, 2015 at 06:59  Comments (9)