Autenticità

E’ stato bellissimo
il nostro incastro:
un cielo nitido
sopra un prato
color smeraldo.

Michela Turchi 

Published in: on ottobre 31, 2015 at 07:45  Comments (3)  

Ode alla castagna moritura

Ancor oggi come un tempo in un angolo di strada
caldarroste grida un omino dalle nere dita a rimestar
sopra un bracier fumoso le autunnal del riccio figlie
generose tanto dal ghiotton tutto bramoso darsi
dopo nel cuor colpite e tanto dal fuoco tormentate
sì quel gemito quel crepitio quel caro caldo profumo d’addio

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on ottobre 31, 2015 at 07:41  Comments (3)  

Children’s Song

C’è poco di dissimile tra me e quei ragazzini
che tirano le pietre per farle rimbalzare
dove la terra mostra il peccato, il nudo antico.
Sono capaci ancora di ridere per nulla
di correrci sporcandosi belli;
hanno le gambe per dio!
Le bocche acerbe, le cattiverie che si perdonano
e il futuro, davanti
come gli alberi e i sogni. Io li amo
col loro chiasso e il collo lavato
sono me, l’ulivo che tintinna nel vento
lo ossa molli, e il fiato del trattore che impregna.
Io li amo, nemmeno li saluto e conosco
ma è la vita, è l’erba più ostinata e caparbia;
l’acqua chiara
venuta dalla roccia con forza e prepotenza.
Li amo come gli anni già camminati interi
come quei fazzoletti di mamma per il pianto
la volta che ci nacque un bambino, od altre ancora
che portavamo a casa una sciabola di mare
dentro una Polaroid da due soldi. Sono noi.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 31, 2015 at 07:29  Comments (3)  

Universo blu

Chissà
come faranno,
le scie di alcune stelle,
a disegnare forme d’eterno!

Le vedo,
quando son felice,
e allora quello è il momento
in cui tutto mi affido al Cielo.

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 31, 2015 at 07:26  Comments (1)  

I corvi

LES CORBEAUX

Seigneur, quand froide est la prairie,

Quand dans les hameaux abattus,

Les longs angelus se sont tus…

Sur la nature défleurie

Faites s’abattre des grands cieux

Les chers corbeaux délicieux.

Armée étrange aux cris sévères,

Les vents froids attaquent vos nids !

Vous, le long des fleuves jaunis,

Sur les routes aux vieux calvaires,

Sur les fossés et sur les trous

Dispersez-vous, ralliez- vous !

Par milliers, sur les champs de France,

Où dorment des morts d’avant-hier,

Tournoyez, n’est-ce pas, l’hiver,

Pour que chaque passant repense !

Sois donc le crieur du devoir,

O notre funèbre oiseau noir !

Mais, saints du ciel, en haut du chêne,

Mât perdu dans le soir charmé,

Laissez les fauvettes de mai

Pour ceux qu’au fond du bois enchaîne,

Dans l’herbe d’où l’on ne peut fuir,

La défaite sans avenir.

§

Signore, quando i campi sono freddi,

Quando sui casolari diroccati,

Tacciono i rintocchi dell’angelus…

Sulla natura sfiorita

Fa’ che si avventino dai grandi cieli

I corvi cari e deliziosi.

Strana masnada di severi stridi,

Il vento freddo vi aggredisce i nidi!

Oh voi, lungo i fiumi ingialliti,

Voi, per le strade d’antiche vie crucis,

Sopra i fossati e sopra le buche

Disperdetevi, su, radunatevi!

A migliaia, sui coltivi di Francia,

Ove dormono i morti dell’altro ieri,

Su, d’inverno, turbinate,

Affinché ogni passante ripensi!

Che tu sia il banditore del dovere,

Oh nostro funereo uccello nero!

Però, santi del cielo, sulla quercia,

Alta a maestra nella sera incantata,

Lasciate le capinere di maggio

Per chi in fondo al bosco, sull’erba

Da cui nessuno sfugge, è incatenato

A una disfatta che non ha domani.

.

ARTHUR RIMBAUD

Published in: on ottobre 31, 2015 at 05:12  Lascia un commento  

La bella Italia

Portoghesi nei pubblici uffici?

Parassiti che sbafano alla grande?

Uno scandalo che la stampa espande.

Uno scandalo vero? Che ne dici?

 

O è piuttosto un aiuto tra amici?

Come rispondere a queste domande

se il dirigente immerso nelle lande

dell’ignavia non taglia alle radici

 

il malaffare? Pensiamo ai pianisti

in Parlamento. E’ la stessa cosa.

I tempi in cui viviamo sono tristi:

 

le malefatte si contano a iosa,

ormai sono concetti passatisti

onore e onestà. E’ furbo chi osa.

 

Umberto Marinello

Published in: on ottobre 30, 2015 at 07:46  Comments (1)  

Due zero uno tre

il vecchio
stanco e pieno di ferite
cede il passo al giovane
con la faccia dipinta di verde

gli si appresta il
“benvenuto”
-parola irreale/reale-

mezzanotte
le porte si aprono
lui entra con lampi ed echi
e rende muta la sofferenza:
il passato si sfalda
il futuro è sorriso di tempo
ma
ci sono storie diverse e
le allegorie di parole
sono luce riflessa
nello specchio dell’anima
che beve buio
fino al culmine del giorno
-incarnazione di desiderio-
che si allontana e ritorna
con rughe senza volto

da occhi
di pene accumulate
scorre rossa acqua salata
che corrode la pietra del tempo

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 30, 2015 at 07:19  Comments (3)  

Ieri mi sono innamorata

Ieri mi sono innamorata
Passerà come ogni cosa nella vita

Basta aver la pazienza di aspettare

Pazienza che io non ho
E ti cercherò oppure

Resterà come un sogno
Il mio bisogno di te

Come un vuoto accanto
Forse come un pianto

azzurrabianca

Published in: on ottobre 30, 2015 at 07:02  Comments (5)  

Più volte Amor m’avea già detto

Più volte Amor m’avea già detto: Scrivi,
scrivi quel che vedesti in lettre d’oro,
sí come i miei seguaci discoloro,
e ‘n un momento gli fo morti et vivi.

Un tempo fu che ‘n te stesso ‘l sentivi,
volgare exemplo a l’amoroso choro;
poi di man mi ti tolse altro lavoro;
ma già ti raggiuns’io mentre fuggivi.

E se ‘begli occhi, ond’io me ti mostrai
et là dov’era il mio dolce ridutto
quando ti ruppi al cor tanta durezza,

mi rendon l’arco ch’ogni cosa spezza,
forse non avrai sempre il viso asciutto:
ch’i’ mi pasco di lagrime, et tu ‘l sai.

FRANCESCO PETRARCA

Published in: on ottobre 30, 2015 at 07:01  Comments (1)  

Bacche rosse

Bacche autunnali rosse
illuminano ricordi
sparpagliati sotto le siepi
del tempo fuggente.
E lontano lontano
ascolto in silenzio
il sospiro fremente
delle onde danzanti
spumose
nel glauco mare.
E soffia il vento pensieri
a ritroso nella memoria:
desideroso correvo
bambino curioso
di ghiande, d’insetti,
di pettirossi nascosti
tra i rami ignudi
degli alberi amici.
E il sorriso di mia madre
e di mio padre,
ormai lassù,
riporta la quiete
in questa vita frenetica.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 30, 2015 at 06:50  Comments (3)