Abitavo al “Purgatorio”

Il sole che ora scioglie le nevi
è lo stesso che mi riscaldava
quando correvo e saltavo
tra le aiuole ai piedi dei casermoni di periferia.
Quella vecchia periferia aveva nome “Purgatorio”
ed io, incurante del profetico nome
pettinavo bambole di porcellana
Tra un addio e l’altro
è scesa la sera sul mio viso,
tra un inganno e l’altro si scioglie la neve,
sotto la sua coltre germinano i ricordi
e, come unica eredità, assaporo l’essenza delle radici
della Terra del Sud,
dove la morte può avere bare di seconda mano.
E, come le rondini tornano puntuali
in nuova primavera,
così torna memoria di quel Purgatorio
abbandonato troppo in fretta,
nella precarietà dell’esistenza.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on ottobre 24, 2015 at 07:08  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. ,,,, abbandonato troppo in fretta—-grande!
    Tinti

  2. Dolce e bellissimo ricordo, pieno di malinconia per un luogo e per momenti che si vorrebero rivivere più intensamente con il sole di allora, ora che sta tramondando.
    Complimenti!
    Alberto B.

  3. commuove questo ricordo, molto bella la poesia. Rosy


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