Tanto tempo fa

Candeline

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Candeline riflesse sui muri

dalla stagnola dei ninnoli

appesi all’albero di Natale,

e la sera nel tepore della cecia

i miei sogni persi

fra le strade del presepe;

fuori c’era la neve.

L’amore di mia madre

creava biscotti di nocciole

e copertine colorate

per i miei quaderni tersi.

Fuori c’era la neve

la casa profumava

di buccia d’arancia

bruciata sulla stufa…

e di speranza.

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Alberto Baroni

Published in: on novembre 2, 2015 at 07:20  Comments (6)  

Quel futuro nell’alveo del fiume

Nel gelo di gennaio,
il sole illumina tutta la via,
ne rischiara ogni angolo,
ma non lo riscalda.
Tutto resta inerte nel freddo dell’inverno,
sembra assistere all’epifania di un vecchio amore,
ormai stretto in pugno,
amore sbigottito per il gelo dei nostri cuori.
Nell’incessante silenzio,
l’occhio intreccia passato e presente nelle buie diramazioni del sogno,
il futuro è residuo fluente
nell’alveo del fiume
che attraversa la città di provincia.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on novembre 2, 2015 at 07:13  Comments (2)  

Ti porterò con me

Ti porterò con me,
nel mio cuore la tua anima ho serrato,
le tue carezze son qui sulla mia pelle
le tue parole segnate nella mente,
d’amore mi parlano
parole d’altri tempi,
di giorni lieti, differenti,
con un linguaggio strano, incoerente,
per chi non lo capisce,
a chi non lo comprende.
I tuoi capelli,
il taglio d’una ciocca
che in primavera anno mi donasti,
avvolta in una busta trasparente
li porto con me nel mio borsello
quasi a sentirti vicina, qui presente.
Da una foto sorridono silenti
a chi vorrebbe capire di chi sono
a chi si sforza di non vedere niente
perché la verità male fa sempre al cuore
quando cocente vi naviga l’amore.
Il tuo sangue ancora é misto al mio,
la tua ferita sulla mia si è intrisa
e il patto è sempre vivo, dura eterno.
Scorre la vita
e l’occhio stanco muore
ombre intravede.
Immagini ormai stinte,
visi infantili urlano ed il vocio
per quel giardino,
che ho sempre in cuore verde,
s’espande insieme a quattro lievi note
d’una chitarra che per me non suona,
che le tue dita ormai più non carezza
che la gioia del tuo amor più non mi dona.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on novembre 2, 2015 at 06:57  Comments (2)  

Il posto più umile

 –
THE LOWEST PLACE
 .
Give me the lowest place: not that I dare
Ask for that lowest place, but Thou hast died
That I might live and share
Thy glory by Thy side.
Give me the lowest place: or if for me
That lowest place too high, make one more low
Where I may sit and see
My God and love Thee so.
 .
§
.
Dammi il posto più in basso; non lo merito,
lo so, ma Tu scegliesti di morire
perch’io potessi vivere e godere
la gloria dalla stessa parte Tua.
Dammi il posto più in basso, e se per me
troppo alto fosse, un altro più giù ancora,
dove possa sedermi per vedere
il mio Signore, e così amare Te.
.
CHRISTINA ROSSETTI
Published in: on novembre 2, 2015 at 06:04  Comments (2)  

Un blocco di appunti

Non sono un oggetto
Non un libro, una penna
O un blocco per appunti
Che quando non servono
S’infilano in un cassetto
Per poi ripescarli – attento –
Nel giusto momento.
La verità è nuda
E la dura realtà attesta
Che ho da te ottenuto
Nessuna attenzione
In questi giorni di festa
Che invece hai dedicato
A libri, penne, viaggi
E straordinari miraggi
E quant’altro ancora
Utile a rendere i miei dì
Tristi e consunti
Come un vecchio quaderno
Scarabocchiato da appunti

Danila Oppio

Published in: on novembre 2, 2015 at 06:02  Comments (3)