La finestra

THE WINDOW

A storm blew in last night and knocked out
the electricity. When I looked
through the window, the trees were translucent.
Bent and covered with rime. A vast calm
lay over the countryside.
I knew better. But at that moment
I felt I’d never in my life made any
false promises, nor committed
so much as one indecent act. My thoughts
were virtuous. Later on that morning,
of course, electricity was restored.
The sun moved from behind the clouds,
melting the hoarfrost.
And things stood as they had before.

§

Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l’elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e ricoperti di brina. Una calma enorme
s’estendeva sull’intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d’aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi, nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l’elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.

RAYMOND CARVER

Published in: on novembre 7, 2015 at 07:21  Comments (1)  

Sentimento d’amore

Come l’aria che ti avvolge
in un mattino di primavera
travolgente come l’inebriante
profumo di gelsomino
delicato come un soffio di mamma
maturo come le dolci ciliegie
inafferrabile come l’astro nel cielo
segreto come il mistero di fiaba
soleggiato come la radura in fiore
fresco come il trifoglio appena colto
tenero come il gattino appena nato
forte come la quercia secolare
il sentimento d’amore

Maristella Angeli

Published in: on novembre 7, 2015 at 07:20  Comments (6)  

Altre impronte

Il frutto della notte ormai scarnito,
senza più profumi d’ammaliare,
era come l’ombra della mia parola:
il sole la passava senza storia.

Dell’albero dei sogni e dell’incanto
decisi allora, di partire alla ricerca,
per cogliere dai rami in ogni istante
bocconi di pensieri inebrianti.

I passi s’inseguivano, come i grani di un rosario
e vergavano ogni giorno le parole del diario.
Ma in quell’azzurro alieno, dai mille drappi pieno,
la mia bandiera fiera, non copriva alcun baleno.

I paesi si lasciavano violare
da sguardi miei da brame appesantiti,
dai battiti e richiami del mio cuore,
che sfioravano dei sogni già appassiti;

e quando mi pensavo ormai perduto
convinto di restare a mani vuote,
lo vidi in quell’angolo di piazza,
promettere la sabbia ai pugni chiusi.

Gli occhi miei stupiti, non sapevan di sapere,
che tutte quelle gocce era un mare di chimere.
Gli occhi miei velati e di promesse ormai sopiti,
non conobbero in quei grani, dei sussurri già sentiti.

I gusci, dalle anime svuotati
ruzzolavano nel vento della sera,
con le loro bocche tonde, spalancate
che sembravano gridare di stupore:

“Dov’è, dov’è finito il nostro cuore?
Oh, mio Dio, aiuto, per favore!
L’abbiamo barattato per tre soldi
ed ora lo vorremmo riscattare”

E l’albero dei sogni e dell’incanto
se ne stava, come tempo, lì a passare;
Era lì, palpitava al loro fianco,
ma nessuno si sapeva avvicinare

E l’albero dei sogni e dell’incanto
se ne stava, come libro mio vitale;
era, crudo, tutto scritto, lì al mio fianco.
Ripartii, per riscriverne il finale.

Flavio Zago

Published in: on novembre 7, 2015 at 07:14  Comments (2)  

Foglie rosse

Non sei triste autunno

per me,

i tuoi viali

di alberi accesi

scaldano il cuore

ed i turbini di vento

portano foglie e fruscii,

i sussurri giocosi

dei rami nudi

sfrondati, sfrontati,

che idea spogliarsi

ora che viene il freddo

e la tua pioggia

non mi fa paura,

che picchi pure

sulla finestra

sulle strade

mentre il respiro

appanna questo vetro

e di te fuori

non resta che il rumore

lontano e dimenticato

come un sogno al mattino.

 

Gian Luca Sechi

Published in: on novembre 7, 2015 at 07:13  Comments (1)  

Siamo immortali (con riserva d’aria)

L’uomo l’amore il sogno
il bianco il nero e la policromia
l’accumulo di dati è solo un gioco
ciascuno una pedina
sulla scacchiera della vita
_e nello stallo vince il mal di schiena_
tuttavia
s’accordano rimedi lenitivi
terapie da rimpiazzo

accade che si esista
e che si possa giungere a scoprirsi
avidi d’ogni novità benché morenti
proiettati minuto per minuto
fuori dal corpo vivi nel pensiero
_ci rende eterni la curiosità_

Cristina Bove

Published in: on novembre 7, 2015 at 07:06  Comments (3)