E’ autunno, piovono premi! (II)

Non avevamo finito di congratularci per una vittoria poetica che subito altri due amici sono balzati agli onori della cronaca letteraria! Il 7 novembre scorso i nostri Piero Colonna Romano e Sandra Greggio si sono classificati rispettivamente al secondo e terzo posto nella 4a edizione del Concorso Internazionale “La Finestra Eterea”, la cui premiazione si è tenuta nella bella cornice di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo (MI). Ormai i poeti del Cantiere “occupano” i libri d’oro di tutte le manifestazioni, dando lustro alla nostra comunità di appassionati! Non possiamo che porgere le nostre felicitazioni a Piero e Sandra, sicuri che conquisteranno ancora i vertici delle classifiche più prestigiose dell’agone poetico. Naturalmente vi proponiamo qui di seguito i testi premiati, “Sono diversamente anziano” ed “Enigma”, buona lettura!

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Sono diversamente anziano

Nessuno l’aveva invitata,
ma forse mi ero distratto,
pel mondo girai come un matto,
neppure l’avevo pensata.

Andavo per campi e sentieri,
per prati fioriti e olezzanti,
in tasca ero senza contanti,
felice ma senza pensieri.

Amavo soltanto il mio mare,
le vele portavan lontano,
amico mi era un gabbiano,
scordavo persin di mangiare.

Amore spandei a piene mani
felice soltanto di darlo
e dentro non c’era quel tarlo
per quel che riserva il domani.

Nessuno l’aveva invitata,
vecchiezza di colpo t’assale
ed uno ci resta anche male
vedendo finir la giornata.

Così passa il tempo e lo vedi
se paghi il biglietto ridotto
e se costa men d’un biscotto
d’averli fregati ti credi.

Ma all’oltre ch’è senza futuro,
dov’ hai proprio nulla da fare,
non riesci nemmeno a pensare,
è come cozzar contro un muro.

Allora con l’ultimo fiato,
per scherzo ma senza conforto,
e forse a ragione o a torto
già vecchio mi son ritrovato.

Già vecchio ma in modo diverso
perché io rimango nel cuore
poeta ricolmo d’amore
che ancora regalo alla gente.

Piero Colonna Romano

 Coppa2

Enigma

Appari, scompari…

sei fatto di vento…

ora dolce e leggero

or bufera violenta.

Appari, scompari…

non sempre ti vedo.

Eppure ci sei

lo so che ci sei.

Ti sfioro col cuore

che parla di te.

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Sandra Greggio

Published in: on novembre 9, 2015 at 19:03  Comments (13)  

Quelle stelle torneranno

Le stelle che ricordo più splendenti,

le stesse ammirate fino all’alba,

si son perse, ormai ingoiate

da un cielo vorace che non amo.

 

Mondate d’ogni grumo d’affanni,

nella notte dell’intimo riscatto

torneranno a spezzare quest’attesa

di modo che io possa rivederle

 

dal mare per sigillarne riflessi

o da questa finestra per godere

del viraggio dal nero alla luce

ed incidere sogni sul cobalto.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 9, 2015 at 07:40  Comments (3)  

Lui e lei

Ricordo che lui e lei eran  tra lor fratelli

lontan  vissuti dal vivere sociale crudeltà

altrui ancor oggi mi chiedo oppur innato

di solitudine lor forte desiderio? Negli

anni nessun li vide in viso morte solo

pietosa spento di lor mostrò il sorriso.

Qual vita? Questi i segni o meglio i rumori

negli anni di giorno in giorno sempre ripetuti

quel lento fioco lento cigolar d’una carriola

polverosa la strada che al Ticin da lì portava

quella luna al mattino viva ancor non spenta

che due ombre con il chiaror suo accarezzava

e poi polverosa sempre del ritorno quella strada

ma più forte che pesante la carriola il cigolio suo

e più lenti  lenti delle due ombre i passi stanchi

ma pur dal lume delle amiche stelle rinfrancate

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 9, 2015 at 07:36  Comments (9)  

Sole d’autunno

Io amo il sole d’autunno, quando
Tra nuvole e nebbie si fa largo,
E getta un pallido morto raggio
Sull’albero cullato dal vento,
E sull’umida steppa. Io amo il sole,
C’è qualcosa nello sguardo d’addio
Del grande astro simile all’occulta pena
Dell’amore tradito; non più freddo
Esso è in sé, ma la natura
E tutto ciò che può sentire e vedere,
Non provano il suo calore; così è
Il cuore: in esso è ancora vivo il fuoco,
Ma la gente un giorno non lo capì,
E da allora negli occhi brillare non deve,
E le guance non sfiorerà in eterno.
Perché di nuovo il cuore sottoporre
A parole di dubbio e allo scherno?

MICHAIL JUR’EVIČ LERMONTOV

Published in: on novembre 9, 2015 at 07:29  Comments (2)  

La doccia

LA DÅZZA

A vrév fèr la dåzza cån té
delichetamänt insavunèret
al maléol estéren sinésster
e al mósscuel trapézi dèster
parché
ÄL MI ÈLI LETERÈRI
äl pséssen livères / lavères
såtta i bî sprâz
d’un’âcua Heraniana! *

§

Vorrei fare la doccia con te
delicatamente insaponarti
il malleolo esterno sinistro
e il muscolo trapezio destro
perché
LE MIE ALI LETTERARIE
potessero levarsi / lavarsi
sotto i bei sprazzi
di un’acqua Heraniana! *

Sandro Sermenghi

* Hera: Holding Energia, Acqua, Gas e R.U.- Bologna

Published in: on novembre 9, 2015 at 07:25  Comments (2)  

Metti ti prego una mano

Metti ti prego una mano
Sul mio seno
Che compensi con una traccia
Più umana
Il freddo della collana

azzurrabianca

Published in: on novembre 9, 2015 at 07:05  Comments (6)