La nostalgia del richiamo

Non si parla più di lumi
è luce passata sotto falò di ricordi remoti.
Parlavano di ritrovate allegrie o tristezze
sotto tetti senza acque correnti.
100 anni, forse più forse meno …
ad illuminarci in letteratura di luce
quando vecchie ferraglie
saranno sotterrate in fiumi sporchi
come a nascondere vergogne inquinanti.
Le nostre ossa saranno svestite
dalla nostra pelle inodore
nel segno d’una triste virtualità.
Noi, figli d’epoca transitiva,
col vuoto tra le mani
tra cementi sempre più alti e soli
negli aridi deserti delle strade.

Glò

Published in: on novembre 10, 2015 at 07:34  Comments (3)  

Il lavoro del ragno

Il lavoro della festa
se lo porta via la tempesta
quel che fai nel dì di festa
se ne va dalla tua testa
non lavorare
quando devi riposare
sdraiati guarda il ragno
lavora senza guadagno
con pazienza tesse la tela
e tu mangiati una mela
o tutto perderai
del lavoro che farai.

Enrico Tartagni

Published in: on novembre 10, 2015 at 07:31  Comments (1)  

Aurora

Aurora

rinasci

orma

nei boschi

e sui sentieri ombrosi

getti manciate di perle

trasparenti poi

ti spuntano le ali

con l’alito terreno

indossi l’abito per salire

ti abbarbichi all’aria

scivolando gradualmente

 

Aurora grattacielo

avanza il tuo aquilone

sul drago del giorno che nasce

sull’aquila rapace…

 

Hai esigenza di planare in quell’albore

sul turbine del Mondo

ogni giorno tu

escursione d’amore.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on novembre 10, 2015 at 07:09  Comments (2)  

Lunga notte

È questo giorno
Fatto di gesti e lemmi
Senza un senso
Senza un’anima
Morti in cielo
Morti in mare
Morti disperati
E vivi senza occhi
E senza memoria
E una natura ostile
Che ci osserva
Falsi giustizieri
Inetti protettori
Empie guide
E nullità al comando

La lunga notte
Non diventa giono
E le tenebre
Ci avvolgono
Ma noi non le vediamo

Gli specchi sono spenti
Altrimenti
Saremmo tutti insieme
Là in collina

Tinti Baldini

Published in: on novembre 10, 2015 at 06:57  Comments (9)  

La tomba di Charles Baudelaire

LE TOMBEAU DE CHARLES BAUDELAIRE

Le temple enseveli divulgue par la bouche
Sépulcrale d’égout bavant boue et rubis
Abominablement quelque idole Anubis
Tout le museau flambé comme un aboi farouche

Ou que le gaz récent torde la mèche louche
Essuyeuse on le sait des opprobres subis
Il allume hagard un immortel pubis
Dont le vol selon le réverbère découche

Quel feuillage séché dans les cités sans soir
Votif pourra bénir comme elle se rasseoir
Contre le marbre vainement de Baudelaire

Au voile qui la ceint absente avec frissons
Celle son Ombre même un poison tutélaire
Toujours à respirer si nous en périssons.

§

Il tempio seppellito divulga dalla bocca
Sepolcrale di scolo bava fango e rubino
L’abominio di qualche idolo Anubí, rossa
Fiamma su tutto il muso come un urlo ferino

O che il recente gas torca losca la luce
Raccogliente si sa ogni subìto obbrobrio
Un immortale pube esso raccende truce
Il cui volo al riverbero muta dal letto proprio

Qual fronda inaridita in città senza sere
Benedire potrà com’ella rimanere
Inutilmente contro il marmo di Baudelaire

Al velo che la cinge assente abbrividendo
Quella sua Ombra stessa tutelare veleno
Sempre da respirare se d’esso periremo.

STÉPHANE MALLARMÉ

Published in: on novembre 10, 2015 at 06:36  Comments (1)