Venerdì à Paris

Venerdi à Paris
Comincia la vie Lumière
Nelle strade e nei boulevards
Dei miei vent’anni.
Ora cammino in quella rue
Piena di giovani che vivono
Il loro momento, vite come fiori
Tra luci e cultura
Parliamo dell’ultima mostra
E di Zola con una baguette
Tra i denti per sfamare
La giovinezza.
Seduti sorridiamo
Sui gradini di Montmartre cercando un perduto futuro.
Ascoltiamo musica,
Ci baciamo tra una nota e
L’altra pensando
Al corso di letteratura
Del giorno dopo.
Il giorno dopo
Non verrà e neppure
Quello dopo,
La Tour si è spenta,
Tutte le luci,
La musica cessa,
La Musa tace,
Il buio piomba tra noi
Tra spari di morte e
Bombe umane.
Un fiume di sangue
Invade le strade
I ragazzi della morte
Terribilmente invasati,
Manipolati, operano
La loro carneficina.
Guardiamo inerti,
Storditi e silenziosi
L’eccidio.
I potenti parlano
Ancora una volta
Carichi di presunzione
Dimentichi delle loro responsabilità e noi
Delle nostre.
Si accendono le luci
Di Parigi, guarda
Quanti Angeli
Coprono il cielo
E ci chiedono Pace.

Piera Grosso

Published in: on novembre 16, 2015 at 18:46  Comments (5)  

Venerdì 13 novembre

Ubriacarci di lacrime non basta più

Tinti Baldini

Published in: on novembre 16, 2015 at 18:35  Comments (4)  

Lampi

Stanotte un sussultante cielo
malato di nuvole nere
acuisce a sprazzi vividi
il mio desiderio insonne
e lo fa duro e lucente
come una lama d’acciaio.

ANTONIA POZZI

Published in: on novembre 16, 2015 at 07:32  Comments (2)  

Piange Parigi

Nella serena notte novembrina

lieta scorre la Senna la siderea

alta Torre tutta la città abbraccia

lieta spensierata non vi è timor

muove la gente chi a del pallone

il gioco Francia-Germania pronte

vinca il miglior questo il vociare

chi all’amico e caro noto ristorante

lì lasciar gli affanni e star sereni

e muove la gioventù a Bataclan

a goder del metallico forte suono

ma il terror la morte son in agguato

belve feroci disumane dalle tane

dell’Isis sanguinario perfido uscite

nel pianto portano la felice sera

scoppi spari acre fumo e morte

fatican i versi miei nel dire come

e tacciono che sol dolor sgorga

lieve sonno e ai morti tanti pace

ai feriti dolenti tornino lor le forze

ecco  non solo di lutto nella notte

nera veste triste oggi  Parigi no

non sola è con lei il mondo nostro

occidentale tutto non prevarran

le truci novelle orde barbariche

dai deserti improvvise qui sorte

a morte muover che Parigi si sappia

altro non è  che la roman Lutezia

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 16, 2015 at 07:18  Comments (7)  

La vita va avanti

Nei vuoti di spazio
lasciati da te e
dalla tua assurda assenza
apro porte nuove e
indescrivibili.
Non so dove mi conducano,
ma stemperano la mancanza,
alleggeriscono il dolore e
qualche volta mi fanno
sentire meno sola o
perfino sorridere.
Tuttavia, ti devo confessare
in confidenza,
come un tempo,
che il vuoto rimane,
che il cuore batte
più lentamente,
che il mondo a fatica
cammina e non è più
appetitoso e travolgente e
che difficilmente
ne distinguo i colori.
Senza te.

Piera Grosso

Published in: on novembre 16, 2015 at 06:52  Comments (2)  

Gianluca

Ho comprato un bazooka, l’ho chiamato Gianluca

che di un Dio ha le due facce, in saggezza la luce.

L’ho puntato diritto con le ogive a conflitto.

Sono pronto alla guerra, perché oggi m’assale

un istinto ferale.

Per quegl’orridi esseri, che la vita si prendono

nel nome di un Dio che se solo ci fosse

brucerebbe quegl’umani rifiuti.

Ho comprato un bazooka, l’ho chiamato Gianluca

perché il mondo abbia un senso nella buona ventura

a difesa dei giusti, dei probi ed onesti

ma dove sono? Dove sono, ancor questi?

Che paladini del mondo, nel vanto dicevan

or che l’eccidio avanza, nessuna presenza.

Ho comprato un bazooka, l’ho chiamato Gianluca

la parola più non conta a cambiare la morte.

 

Il Passero

Published in: on novembre 16, 2015 at 06:49  Comments (6)  

Il mio vero “io”

Ho cercato braccia
in cui ripararmi
dalle tempeste della vita,
mani che scaldassero le mie
da gelidi soffi di vento,
mani sicure
che mi additassero
il cammino.

Solo ora ho capito
che la risposta
è in quell’immagine
che da tempo vedo allo specchio,
ma alla quale seriamente
mai avevo guardato.

Sandra Greggio

§

Sandra premio

.

Sandra riceve il terzo posto al concorso internazionale di poesia, prosa e arti figurative “La Finestra Eterea”

Published in: on novembre 16, 2015 at 05:22  Comments (5)