Pappagallo & cavallo

Pappagallo cavallo

PAPAGÂL & CAVÂL


Comm ste cavâl

del tåu mudànt

acsé inspultè
acsé nauseabåndi
acsé mardåusi
acsé schivåuśi
acsé puzlänti

comm ste cavâl
däl tåu mudànt

l é al fiè dal papagâl
ch’l à magnè al tô timbâl!

§

Come questo cavallo
delle tue mutande

così inzuppate
così nauseabonde
così merdose
così schifose
così puzzolenti

come questo cavallo
delle tue mutande

è il fiato del pappagallo
che ha mangiato il tuo timballo!

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 25, 2015 at 07:37  Lascia un commento  

Noi così

Il lento scorrere
del tempo accartocciato
sul millesimo d’onda:
si fa bella d’impulso
per tuonare allo scolpire
d’una pietra indifesa.
Noi così.
A scorrerci con passi
di cui non ascoltiamo rumori.
Per quanto emotivi siamo
quest’acqua a raccontarci
non ne solfeggia la ragione.

Glò

Published in: on novembre 25, 2015 at 07:34  Comments (1)  

Anestetico

Nel vagheggiar di sogno una carezza
e di speranza antica sempre attuale
ravviso in altrui vita quella mia;
anestetizzante è la musica
come le religioni: l’ umano
che oggi c’è, domani muore.

Spero che quando morirò, da solo,
di lasciare appena caro ricordo
in chi mi vide e mi conobbe vivo.
Spero che, mentre il mio cuore giacerà
tra le zolle di terra, un bimbo vorrà
porre un fiore sulla lastra di pietra.

Ma, all’ uòpo, sacrifico tutte queste
egolatriche tipiche speranze
affinché un pianto estràneo di chissachi
si trasformi in sorriso, a che un dolore
deriso si trasformi in un gioioso
momento: nuda pretendo e esigo
l’ eventuale pietra a memoria di me
persona completamente svanita,
corrotta, incenerita, l’ uomo, obliàto,
anche, se necessario, anche da dio,
dal dio di turno.

E soltanto la musica, scandita
matematica sempre più sbiadita,
è come latrèutica religione:
anestetico, per l’ uomo che oggi c’è,
nasce soffrendo e gradualmente muore.

E dopo risarà, in altro Quando,
in materia vivrà in altro Dove.
Tuttuno in Dio.

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 25, 2015 at 07:18  Comments (1)  

Prima

Prima di invecchiare
vorrei ballare con te.
Prima di invecchiare
vorrei baciarti
in dissolvenza come
nei vecchi film romantici.
Prima di invecchiare
vorrei dirti tutto
quello che penso davvero
e che sento per te.
Prima di invecchiare
vorrei fare una bella vacanza
insieme, il luogo sceglilo tu.
Prima di invecchiare
vorrei dirti che ti voglio bene
e chiederti se anche tu
me ne vuoi.
Prima di invecchiare
vorrei sapere il vero colore
della tua anima.
Prima di invecchiare
e prima di allora
amarti senza limiti
o convenzioni.

Piera Grosso

Published in: on novembre 25, 2015 at 07:02  Comments (2)  

Pensieri

THOUGHTS

Sweet are the thoughts that haunt the poet’s brain
Like rainbow-fringed clouds, through which some star
Peeps in bright glory on a shepherd swain;
They sweep along and trance him; sweeter far
Than incense trailing up an out-stretched chain
From rocking censer; sweeter too they are
Than the thin mist which rises in the gale
From out the slender cowslip’s bee-scarred breast.
Their delicate pinions buoy up a tale
Like brittle wings, which curtain in the vest
Of cobweb-limbed ephemerae, that sail
In gauzy mantle of dun twilight dressed,
Borne on the wind’s soft sighings, when the spring
Listens all evening to its whispering.

§

Dolci sono i pensieri che inseguono la mente di un poeta,
Come nuvole iridescenti traversate da una stella
Che occhieggia luminosa indicando la meta;
Lo trascinano, lo stregano; con più dolcezza
Dell’incenso che sale lungo la catena tesa
Di un turibolo ardente, con più dolcezza
Del piccolo turbine giallo alzato dall’ape nella brezza
Quando punge il petto pollinoso delle primule.
Le loro delicate ali disegnano un racconto:
Fragili dita che giocano con le fila pendule
Di una ragnatela effimera; in un tramonto
Di ambra infuocata, vele di garza incendiata.
Nati dai morbidi sospiri del vento, i mormorii
Che la primavera per tutta la sera ascolta.

THOMAS LOVELL BEDDOES

Published in: on novembre 25, 2015 at 06:51  Lascia un commento