Tutto ok

Nel giorno dello sparviero,
fisso e nobile il suo veleggiare,
nel suo giorno, nei suoi artigli,
brandelli di pensieri informi,
le radici penzolanti, si lavano d’aria,
s’inzuppano di sole e si cercano,
resoconti quotidiani unici,
per familiarizzare,
mentre giù, sempre più giù,
rincorre il suo indice l’uomo casuale.

Chi gli avrà rubato l’orientamento?
Seguendo il suo dito, freccia scoccata, non sa
che è quel dardo a comandare.
Nei suoi passi dinamici c’è la certezza;
l’odierno ben stretto nel pugno
e il domani nelle pupille.

Chiamiamolo caso, l’ombra che scorre sull’asfalto.
Chiamiamolo caso, l’occhio che la incrocia.
Eccolo il nodo, ecco l’istante.

Dita non avvezze a stringere,
s’ articolano a formare un simbolo fallace;
pugno d’aria, birillo da abbattere
che non è rabbia, che è inganno
che non è vittoria, non forza,
ma che tutti possono ammirare.

Lassù, nel frattempo, parole mai dette,
temono il nido e famelici gozzi.

Inutili giorni, inutili voli e vani pensieri
si perpetuano ancora.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 7, 2016 at 06:55  Comments (1)  

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  1. Molto bella, di grande intensità. Mi è piaciuta moltissimo!
    Saluti, Patrizia


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