Aïcha

Comme si je n’existais pas,
elle est passée à côté de moi
Sans un regard, reine de Saba,
j’ai dit, Aïcha, prends, tout est pour toi

Voici, les perles, les bijoux,
aussi l’or autour de ton cou
Les fruits, biens mûrs au goût de miel,
ma vie, Aicha si tu m’aimes!

J’irai où ton souffle nous mène,
dans les pays d’ivoire et d’ébène
J’effacerais tes larmes, tes peines,
rien n’est trop beau pour une si belle

Aïcha, Aïcha écoute-moi,
Aïcha, Aïcha t’en vas pas,
Aïcha, Aïcha regarde moi,
Aïcha, Aïcha reponds-moi

Je dirais le mots des poèmes,
je jouerais les musiques du ciel,
je prendrais les rayons du soleil,
pour élairer tes yeux de reine

Oooh! Aïcha, Aïcha écoute-moi,
Aïcha, Aïcha t’en vas pas

Elle a dit: “Garde tes trésors,
moi, je vaux mieux que tout ça.
Des barreaux sont des barreaux même en or
Je veux les mêmes droits que toi
Et du respect pour chaque jour,
moi je ne veux que l’amour”

§

Come se non esistessi
Lei è passata vicino me
Senza un sguardo, regina di Saba
Ho detto: Aicha, prendi, tutto è per te

Ecco le perle, i gioielli
Anche l’oro intorno al tuo collo
I frutti maturi con il gusto di miele
La mia vita, Aicha, se tu mi ami

Andrei dove il tuo fiato ci porta
Nei paesi d’avorio e d’ebano
Cancellerei le tue lacrime, i tuoi dolori
Niente è troppo bello per una così bella

Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non te ne andare
Aicha, Aicha, guardami
Aicha, Aicha, rispondimi

Ti direi tutte le parole, le poesie
Suonerei le musiche del cielo
Prenderei i raggi di sole
Per illuminare i tuoi occhi di un sogno

Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non te ne andare

Lei ha detto: “Tieni i tuoi tesori
Io, valgo di più che tutto quello
I lingotti sono sempre lingotti anche se fatti d’oro
Voglio gli stessi diritti che hai tu
Ed il rispetto per tutti i giorni
Io, non voglio altro che l’amore”
Ti voglio Aicha e ti amo da morire
Sei la regina della mia vita e del mio amore
Sei i miei anni e la mia vita
Spero di vivere con te, solamente te

Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non te ne andare
Aicha, Aicha, rispondimi

CHEB KHALED

Published in: on febbraio 4, 2016 at 07:30  Comments (2)  

Donna bambina

Ascolta mamma
ero sola
davanti allo specchio
allo schermo
al compito di mate
al cellulare
in bagno
davanti a me.
M’hai lasciata sola
per altro
m’attraversavi
con lo sguardo
senza entrare
eppure avrei voluto…
Vedi papà
spesso latitante o
goffo in buffe
raccomandazioni
ad infante
su canne e sesso
come mostri lontani
d’altri lidi.

Io non ero,
d’invisibile trasparenza
gelatina quasi disgustosa
che pian piano si scioglie
senza lasciar traccia
se non acqua sudicia.

Allora
ho cominciato a svuotare
il mio corpo
e poi
per sentirmi bella
a darlo in prestito.

Tinti Baldini

(ispirata al libro-inchiesta “Ho dodici anni e faccio la cubista”)

Published in: on febbraio 4, 2016 at 07:20  Comments (5)  

Ahi serva Italia

Già l’Alighieri l’ha chiamata serva:

pur se tanti secoli son passati

gli italiani non son punto cambiati.

Una prassi da tener per riserva.

 

Un triste segno d’umiltà proterva:

Ustica e Cermis non sono bastati,

neanche di Gheddafi i folli dettati,

né di Calipari… Che tacer serva?

 

Con Rohani abbiamo toccato il fondo:

della cultura abbiamo fatto scempio,

sudditi siamo dell’intero mondo.

 

Pensare che del bello siamo il tempio:

siamo in un paradiso a tutto tondo,

ma governato da un servilismo empio.

 

Umberto Marinello

Published in: on febbraio 4, 2016 at 07:11  Comments (3)  

Rimembranze di favole e di sassi

C’è un serpente
nella coda della lucertola
e un chiaro di luna attende
gli occhi della civetta.

è bianco il sentiero nel bosco,
i sassi hanno ognuno una storia
da raccontare ai nipoti sulle ginocchia
o sussurrare nel letto del fiume.

Rimbocchiamo le coperte dei sogni
in attesa del lupo che grida nel cerchio
la gran voglia di esserci.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 4, 2016 at 06:51  Comments (2)