Perigeo

Il vento cambia,
cambia l’usura dei capelli,
le rughe che accompagnano
sguardi persi in inequivocabile
cosmo matto e naturale
a nascere, a morire.
Cresce l’avarizia di difendere
l’immortale suono di chi non dimentico
né in gioventù, né ora, dove sempre
giovane sarò, tra fessure del silenzio
che da eco mi trastullerà
in chimica d’arte, come impronta forata.
Mi accascio conscia di perdere la penna,
[è memoria sottovuoto]
la lascio scivolare dal tratto,
[è trapano stanco]
abbandono gli occhi laddove non capisco
qualcosa che con epocale sbuffo
mi apparterrà e strimpellerà
allo scocco d’un aver capito chissà che.

Glò

Published in: on febbraio 15, 2016 at 07:44  Comments (3)  

Dalle suggestioni di Vincent Van Gogh

Paglia

Anima inquieta, tormentata

che solo fra la natura trovava la su dimensione

l’espressione pura che riversava sulle tele.

La sua anima si rispecchiava nella luce

nel giallo, il colore del sole, tutto ciò che era vivo

era luce per lui  (la vita in se)

il suo stato di malattia mentale lo invogliava

a dipingere il più possibile, un rifugio

per attenuare il suo dolore.

Si esprimeva tra colori accesi,

sempre carichi di sentimenti

come parlassero al posto suo

indicando ogni gesto o pensiero,

come la gentilezza che si nasconde tra i dipinti di fiori

e negli occhi dei suoi autoritratti,

mentre nei suoi cieli a spirale l’immaginazione vola.

Tutto risplende e evoca nelle sue opere

ogni pennellata aveva il suo tocco libero, diverso

oltre un normale sguardo, oltre.

 

Rosy Giglio

Published in: on febbraio 15, 2016 at 07:33  Comments (7)  

Tu

Tu sei contento
se c’è qualcosa che mi piace
e sei sereno quando
dopo tanto tormento
trovo un po’ di pace,
ma vivi il riflesso della mia tristezza
come se fosse qualcosa
che ti nego,
e se mi nascondo
non mi vieni a cercare
aspetti tranquillo
che io esca dalla mia tana
e ti racconti la vita.

Maria Attanasio

Published in: on febbraio 15, 2016 at 07:27  Comments (4)  

Interno notte

Sto al buio ma c’è
luce nell’altra stanza
in cui ti muovi e crei
ombre sul muro beffardi
conigli giganti
sparvieri.

Non mi è più dato raggiungerti
in paesi in cui luce
e moto sono possibili
dove un frigorifero viene
aperto e chiuso
con un tonfo vitale
che non mi appartiene più.

Tu continua a mimare
la commedia serale
nella maniera dell’estraniamento
io dalla buia platea
lascerò che tu spenga
uscendo dalla comune.
Allora accenderò plaudendo
e piangendo. O ridendo.

ATTILIO BERTOLUCCI

Published in: on febbraio 15, 2016 at 07:25  Comments (1)  

Lacrima

La lacrima facile

sulle sconfitte della vita

–  è don chisciotte

tra i mulini del tempo.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on febbraio 15, 2016 at 07:22  Comments (5)