Vacanze romane

E già i passi hanno versi leggeri

mentre l’aria di Roma mi sorprende,

gli occhi inebriati di cielo

l’azzurro riflesso nelle fontane

che conservano intatta nella conca cangiante

un’acqua che sa di storia e di stelle.

E m’atteggio alla diva per gioco

lo sguardo obliquo che sbircia

i nudi più scultorei del mondo

la piega perfetta d’un braccio

la grazia d’un gesto scolpito nel marmo

l’attimo impresso nella storia per sempre.

Poi l’ombra dei pini s’accosta al tramonto

scivolano nel buio i gatti tra le rovine

e le luci s’accendono ovunque

scie di fari verso le case,

candele tremolanti sulle tovaglie a quadretti

lumini rossi tra insegne e soffitte

e uno spicchio di luna lassù

che mai m’è sembrata tanto splendente.

 

astrofelia franca donà

Poesia premiata con Menzione d’Onore nell’ambito del 1° Concorso Nazionale Letterario e Fotografico Divagazioni d’Arte indetto dal Caffè Letterario Mameli27, la cui cerimonia di premiazione si sta svolgendo oggi a Roma. I nostri fervidi complimenti (ormai… prassi consolidata) all’autrice!

Published in: on febbraio 20, 2016 at 07:33  Comments (4)  

Amore proibito

Amore proibito

Boccio di luna

nudo il tuo corpo brucia

le mie paure,

 

mentre a me ti dischiudi

come un fiore goloso.

 

Pioggia di stelle

offusca gli occhi miei

e cieco volo

 

su quel letto di rose

che vorrei fosse mio.

 

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 20, 2016 at 07:00  Comments (6)  

La porta

.
Va’ ad aprire la porta.
Può darsi che là fuori
ci sia un albero, un bosco,
o un giardino,
o una città magica.
Va’ ad aprire la porta.
Può darsi che là fuori
un cane stia a grattarsi
Può darsi che là fuori ci sia un viso,
o un occhio
o il dipinto
di un dipinto.
Va’ ad aprire la porta.
Nel caso che la nebbia sia là fuori
se ne andrà via
Va’ ad aprire la porta.
Là fuori ci potrebbe essere solo
la tenebra che canta,
e ci potrebbe essere là fuori
l’oscuro cupo sussurrar del vento
e ci potrebbe essere
là fuori
no niente in assoluto,
va’ ad aprire la porta.
Perlomeno dovrebbe
esserci là un disegno
un tracciato, una mappa, un progettino.
 .
MIROSLAV HOLUB
Published in: on febbraio 20, 2016 at 07:00  Comments (3)  

Quasi stato di grazia

Soltanto una tra nuvole erranti,
di seta s’abbigliava il tramonto,
di silenzi, e merletti a firma di rondini.

Prima di entrar lei sulla scena,
impaziente, la luna aspettava
il dolce virar dal giorno alla sera.

Ed era tutto mio, solo mio, il mare.

Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 20, 2016 at 06:56  Comments (1)  

A Dorino Ouvrier

(Mio caro amico, uno dei maggiori scultori viventi)

Da un antico scultore discendente
Opere d’arte inventa di continuo
Riuscendo ad incantare tutti quanti.
Identità di un Culto Valdostano
Naturale di eventi forgiatore:
Operatore di anime inespresse.

Ovunque ormai dilaga la Sua fama,
Unica oltr’Alpe tra Tedeschi e Inglesi
Va verso il Suo ineffabile Destino.
Ritorna, con la mente agli antenati,
Impreziosendo, ancor di più, sculture:
Estrapolando démoni dal Tradzo,
Rimarranno, dai tronchi per l’eterno.

Paolo Santangelo

Published in: on febbraio 20, 2016 at 06:50  Comments (3)