Un lembo

mosso dal vento
spira un tepore
senza tremore
torna indietro
ricomincia
a danzare…
Brezza marina
fresco maestrale
bora dolce sale
a rallegrare il caldo
d’estate…
Gli occhi si chiudono
come in un bel sogno
e facile
diventa
immaginare
nella giostra di venti
qualcuno che carezzi
l’anima
assorta
nei mesti pensieri…
Scivola
nell’abisso
della coscienza
come materia
fusa ai raggi
del sole potenti…
Annienta la sua forza
abbandonata alla danza
del lembo che rimbalza…

Antonietta Ursitti

Published in: on marzo 6, 2016 at 07:45  Comments (4)  

Ci son luoghi

Ci son luoghi che nascono

carichi di un fardello

di miti da sfatare

macchie da cancellare

e non conta se dentro

dentro i fitti alveari

api operose campano

nascoste da sipari

di quotidianità.

Tante anime unite

per cambiare la storia

di un angolo di mondo,

ridargli dignità;

con perle di cultura

tango, poesia, arte varia

infilano collane

di solidarietà.

Ma c’è chi rema contro

per affossare il patto

e talvolta si è soli

sulla via del riscatto.

 

Sono entrata una sera

nel piccolo locale;

mi serviron per cena

buon cibo, gentilezza

e un pizzico di musica

tra famiglie, bambini

in pulita gaiezza.

Mi dissero che –sì

iI clienti non mancavano

però alcuni vicini

d’estate lamentavano:

“Insomma quella musica

alle nove di sera….

con le finestre aperte

e tutta quella gente

che ride e si diverte…!

Così spontanea e vera…!”

 

Si riportò il silenzio, ma

molti andaron via;

però non ci si chiese

che musica scambiassero

quei ragazzi là al buio

sotto i cavalcavia.

 

Viviana Santandrea

Published in: on marzo 6, 2016 at 07:24  Comments (3)  

Anima

.
Di te sapevo …
la languidezza
dei tramonti,
il gemito
di roseti soffocati,
il canto roco
di una capinera
cieca.
Mia Poesia
incisa
col punteruolo
del dolore,
mai guardammo
la tenerezza
d’arcobaleni,
albe
di tormaline,
le notti chiare
di Luna piena.
Sai …
mi abbattevano
gli uragani
di una fragile
mente
e sempre più
sprofondavo
nell’oblio.
M’inchino
all’altare
della Tua grazia,
niente è stato vano,
se ora …
danziamo
sulla linea sfumata
dell’orizzonte.
.
Graziella Cappelli
Published in: on marzo 6, 2016 at 07:23  Comments (11)  

Le fiaccole

Voglio accendere le mie fiaccole sulla terra.
La mia fiaccola starà
in ogni cortile notturno
sulle alpi, dove il cielo è malinconia.
O mia fiaccola, illumina il volto di chi è impaurito,
di chi ha pianto, di chi è turbato, di chi si è
lordato.
Un dio dolce vi porge la mano:
senza bellezza l’uomo non vive un attimo.

EDITH SÖDERGRAN

Published in: on marzo 6, 2016 at 07:15  Comments (2)  

Paesaggio

sul vassoio del giorno
l’occhio
recita il paesaggio:
il cielo
segnato
da rutilanti righe d’aria
muta i colori

ubriaca di vita
la città
con voci e tinte diverse
si aggrappa con forza
al diversivo dell’amarezza salata
che sguazza nelle nere pozzanghere
del dolore sociale

come conchiglia incavata
carezzata da una luna stanca
il lago
dorme silenzioso
si ode solo la sua eco lontano
dispersa nella conchiglia

Giovanni De Simone

Published in: on marzo 6, 2016 at 07:05  Comments (5)