Cerco invano

Cerco tra valli monti e innevate creste
un lago solitario dove lì lasciar i tristi
miei pensieri e poi con lui da tal peso
tanto opprimente al viver mio sgravato
respirar della solitudine quel sapore suo
ma il mio girar è invano che sol si sa
nel fantasticar dei sogni si potrà trovare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 7, 2016 at 07:37  Comments (8)  

Ne è valsa la pena

Vivere
aggrappati alla fantasia
dell’azzardo
per mordere di meno la pena
e darle un nome:
Speranza.

Giampietro Calotti C.

Published in: on marzo 7, 2016 at 07:32  Comments (4)  

Donna

L’abbiamo vista invadere le piazze

per chiedere libertà e dignità;

del suo corpo ha difeso la proprietà:

erano donne, giovani, ragazze.

 

Taluni le prendevano per pazze,

ché il potere è maschio, chi non lo sa?

E lasciamole gridare, che sarà?

Porgiamo loro in dorate tazze

 

fama, danaro, notorietà: diritto?

L’amore e il rispetto per Beatrice?

Si tratta d’un cliché fritto e rifritto:

 

la donna oggetto l’uomo benedice.

Ora che mette l’utero in affitto

viene trattata come una fattrice.

 

Umberto Marinello

Published in: on marzo 7, 2016 at 07:29  Lascia un commento  

Depressione

Sono qui

seduto in mezzo ai miei perché

con le scarpe slacciate

la testa confusa

Un gelo strisciante mi assale dentro

un sapore amaro in bocca

Eppure il sole splende fuori

l’aria è pulita

la giornata sembra buona

Mi guardo intorno e vedo facce

persone

percepisco umori

Una carrozzina vuota

una macchina al semaforo

il rumore svanisce nel silenzio

tutto è ovattato ora

tutto rallenta

Mi chiedo cos’è che devo fare

mi chiedo se vale la pena

chiedermelo.

 

Sandro Orlandi

Published in: on marzo 7, 2016 at 06:51  Comments (5)  

Sonetto 38

.
SONNET 38
 .
First time he kissed me, he but only kissed
The fingers of this hand wherewith I write,
And ever since it grew more clean and white,…
Slow to world-greetings…quick with its “Oh, list,”
When the angels speak. A ring of amethyst
I could not wear here plainer to my sight,
Than that first kiss. The second passed in height
The first, and sought the forehead, and half missed,
Half falling on the hair. O beyond meed!
That was the chrism of love, which love’s own crown,
With sanctifying sweetness, did precede.
The third, upon my lips, was folded down
In perfect, purple state! since when, indeed,
I have been proud and said, “My Love, my own.”
 .
§
.
La prima volta che mi baciò, baciò le dita
della mano che scrive, che si fece così più liscia e bianca,
restia al mondo, ma non coi suoi: “Senti?”,
al brusio degli angeli. Ora io non vorrei
un anello d’ ametista alla vista più puro
di quel bacio. Più in alto fu il secondo bacio;
cercando la fronte, si perse una metà
sopra i capelli. O dono supremo! Crisma
d’amore che con benefiche dolcezze
precedeva la vera ghirlanda. Il terzo fu
deposto, perfetto, sulla mia bocca, e da quel giorno,
superba, io ripeto: Mio amato, mio unico!
 .
ELIZABETH BARRETT BROWNING
Published in: on marzo 7, 2016 at 06:51  Lascia un commento