Prima di dormire

La sera raccoglie le stelle

– per noi –

mi arrivi nei battiti

nel tepore d’un respiro

 

Tutto ciò che non ha parole

si beve alle labbra

e consuma piano

d’istinti e carezze

 

Siamo isole incredule

fatte di cenere e silenzi

di sesso tra le mani e la pelle

d’amore che sconfina gli argini del tempo.

 

astrofelia franca donà

Published in: on marzo 9, 2016 at 07:49  Comments (5)  

San Valentino, ancora

Così, stasera
me e te, bella signora,
San Valentino
ci ha presi per la mano
per ricordarci ancora
tra noi com’era.
Che, sì, è cambiato,
è amore un po’ sbiadito,
ma è di sicuro
perfino un po’ più caro,
e assai tenero.
Come stasera,
tra le pietanze buone,
tovaglia fine,
il lume di candela,
la bella sala…
e un fior di viola.
E, mano nella mano,
noi due…con Valentino,
e rosso di verbena.

Armando Bettozzi

Published in: on marzo 9, 2016 at 07:46  Comments (1)  

Un attimo con te

Attimo

 

Lassù la scia di un aeroplano,
mi riporta a te sconosciuto zio,
a un volto screziato in una foto
e ai tuoi scritti venuti da lontano.

Acquavite a confondere l’attesa
e obliare l’ineluttabile destino
che offuscava la voglia di volare.

Volti amici sepolti nell’aria
e grida prima dello schianto
segnate a fuoco nell’anima.

L’ironia occultava la paura,
l’abilità dalla rabbia accresciuta
di sangue l’aquila colorava.

Liberatorio l’urlo d’allarme,
la corsa, il rugghio del motore
che nell’accettazione della sorte
fugace pace ti donava.

Occhi cerulei a scrutar lontano,
corpo rannicchiato nel pertugio,
piedi e mani a disegnare il volo
e a tracciare vie d’eternità.

Poi arrivò una lettera di morte
e una croce – che si bagnò di pianto…
lassù l’aereo par svanire nell’oblio
come un’anima nell’ultimo suo volo.

Alberto Baroni

 

Published in: on marzo 9, 2016 at 07:29  Comments (5)  

Sulla morte, senza esagerare

Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.
Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.
La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno fin ora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.
Chi ne afferma l’onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.
Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Published in: on marzo 9, 2016 at 06:57  Comments (2)  

Sarà

Quando sarò sereno
ti penserò più piano
ricorderò il tuo seno
e un fremito lontano

Potranno un giorno i giorni
sembrarmi dei momenti
e i pensieri in cui ritorni
cacciare via i tormenti

Ma non ora, non adesso
che ti ho quasi cancellata
e annullato ogni recesso

ma non adesso, non ora:
c’è la mente mia che brucia
il mondo si scolora

Stanotte sputerò alle stelle,
maledirò l’ amore
mi sfilerò la pelle
e con essa ogni tuo odore

Stanotte le grandi ali
si formeranno a culla
e forse, mentre sali
ti vedrò volare al nulla…

Quando sarò sereno?

Flavio Zago

Published in: on marzo 9, 2016 at 06:51  Comments (1)