La morale

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La morale à double face.
La nostra e quella degli altri.
E concordano mai.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 11, 2016 at 07:24  Comments (7)  

Zejel

Quando sarà il tempo

della partenza – per un po’

sarà – intimo – il tempo;

dovrà la quotidianità

cedere alla – realtà

dell’irrazionalità.

Arriverà il parente

che in modo sfuggente

ti dovrà far presente

che la quotidianità

non è – poi – la sola – realtà:

ma c’è – l’irrazionalità.

 

Giancarlo Giudice

Published in: on marzo 11, 2016 at 07:22  Comments (1)  

Fior di latte

Al piacer della mensa
la gola s’abbandona
e ognora gusta
il fior del formaggio
che lento nella fascina spurga
e soda;
e come bianca carne
s’offre
immolando la sua giovane età
alla fame che giammai si sazia
nel giovane rustico
che le spalle rosse
al vento scopre
ed il sudore schiva
la mano
nera di terra
e di lavoro.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 11, 2016 at 07:18  Comments (2)  

Ed è subito mattina

Risvegliarsi nei gesti sempre uguali
pronunciare silenzi appartenenti ai sogni
per viversi di niente
respirando germogli di pensiero
non assuefatti ancora alla giornata

starsene come muschio nel fossato
_prima o poi sarà l’acqua _
e soltanto per poco riaffiorare
pesci ritratti a china nell’organza

o scoprire che un prato in bianco e nero
è poco più di un mare di capelli
e che si perde filo dopo filo
sul tavolo da pranzo

pettinare le bambole _così si dice in giro_
aspettando una fata smemorina
con la sua zucca vuota
che le conduca mute e senza boccoli
vestite d’arte e di malinconia
a un dio impassibile   _che prima le fa belle
e poi le incanutisce o rende calve_

Cristina Bove

Published in: on marzo 11, 2016 at 07:16  Comments (3)  

I cinque sensi

OS CINCO SENTIDOS

São belas – bem o sei, essas estrelas
Mil cores – divinais têm essas flores;
Mas eu não tenho amor, olho para elas;
Em toda a natureza
Não vejo outra beleza
Senão a ti – a ti!

Divina – ai! sim, será a voz que afina
Saudosa – na ramagem densa, umbrosa.
Será; mas eu do rouxinol que trina
Não oiço a melodia,
Nem sinto outra harmonia
Senão a ti – a ti!

Respira – naura que entre as flores gira,
Celeste – incenso de perfume agreste.
Sei… não sinto: minha alma não aspira,
Não percebe, não toma
Senão o doce aroma
Que vem de ti – de ti!

Formosos – são os pomos saborosos,
É um mimo – de néctar o racimo:
E eu tenho fome e sede… sequiosos,
Famintos meus desejos
Estão… mas é de beijos,
E só de ti – de ti!

Macia – deve a relva luzidia
Do leito – se por certo em que me deito;
Mas quem, ao pé de ti, quem poderia
Sentir outras carícias,
Tocar noutras delícias
Senão em ti – em ti!

A ti! ai, a ti só os meus sentidos
Todos num confundidos,
Sentem, ouvem, respiram;
Em ti, por ti deliram.
Em ti a minha sorte,
A minha vida em ti;
E quando venha a morte,
Será morrer por ti.

§

Sono bellissime le stelle, lo so.
Mille colori divini hanno quei fiori,
ma io per essi non ho occhi, né amore.
Altra bellezza non vedo
nella natura,
che te, mio bene, solo te!
Divina è la voce che suona triste
tra i rami che rivestono l’albero,
ma io nemmeno dell’usignolo
che trilla sento la melodia,
né odo altra armonia
che te, mio bene, solo te!
L’aria che bacia i bei fiori respira
celeste incenso di profumi agresti.
Io non sento, l’anima mia non coglie,
non avverte né aspira
altro profumo fragrante
che te, mio bene, solo te!
Belli sono quei frutti saporiti,
prelibato il nettare del grappolo.
Ho fame e sete… assetato
affamato sono tanto…
ma di baci
tuoi, mio bene, di te!
Tenera al tocco è una zolla fiorita
morbida al petto mio che si distende,
ma chi, vicino a te, ricerca ansioso
un’altra carezza
o un altro piacere prova
che non sia tu, mio bene, solo tu?
A te tutti i miei sensi
accorrono fusi in uno solo.
Sento, odo, respiro,
in te, per te deliro.
Con te sta la mia morte,
a te la mia vita ho dato,
se giungerà la morte,
sarà un morire per te!

JOÃO BAPTISTA DA SILVA LEITÃO DE ALMEIDA GARRETT