Un tonno a Saronno

Sull’imbandita tavola
brandisco la mia sciarpa
mentre il calzino umido
amante della scarpa
di fianco al piatto sta!
Stretto alla sedia a dondolo
geloso invidia un tonno
gli brucia in cuor la valvola
volar vuole a Saronno
ma inane in secco sta!

Sandro Sermenghi

Published in: on marzo 15, 2016 at 07:48  Comments (2)  

Suzanne

Povera Suzanne.

Suzanne percossa.

Suzanne graffiata.

Si erano scordati di dirle

che talvolta, il filo degli aquiloni

non regge al vento.

Potevano indebolirla.

Ambivano a plasmarla.

Volevano reinventarla.

Lei s’addentrò in un albero,

ne fece tetto, riparo, scudo,

bisogno, paravento.

Imparò a verniciare il silenzio.

Diventò di legno.

E ne costruì barche

e ammainò vele, e utilizzò remi,

e ogni notte, chinata sopra un fianco,

era Delta copioso lungo i seni.

Suzanne solitaria.

Suzanne villana.

Suzanne puttana.

Suzanne sola.

Solo Suzanne.

 

Lady Rose

Published in: on marzo 15, 2016 at 07:17  Comments (4)  

Di silenzio in silenzio

CAYENDO DE SILENCIO EN SILENCIO

Cayendo de silencio en silencio
alrededor de tanta ausencia
me precipito hacia tus besos
esperando llegar al infinito centro
Pero la duda empaña mi certeza
La verdad es que no has estado nunca
y yo te añoro en el futuro

§

Di silenzio in silenzio cadendo
all’intorno di tanta assenza
precipito verso i tuoi baci
sperando d’arrivare al centro infinito
Ma il dubbio appanna la mia certezza
Verità è che non sei mai stata
e ti rimpiango nel futuro

ALEJANDRO JODOROWSKY

Published in: on marzo 15, 2016 at 07:14  Comments (1)  

Melody

Ti ricorderò
mentre chiudevi gli occhi
come fessure quando c’era il sole.
Ricorderò la tua paura del vento troppo forte,
i tuoi balzelloni lungo il vialetto di casa,
dove sceglievi i più leggeri fili d’erba,
la tua pulizia dopo il pranzetto,
le tue sveglie mattutine
col tuo melodioso miagolio.
Ricorderò il tuo pelo
bagnato dalle mie lacrime,
quando ti confidavo i miei più reconditi segreti.
Ricorderò che avevi sempre freddo
e che ti allungavi sulla tua coperta,
dopo averla prima ispezionata in lungo e in largo.
Ti ricorderò sempre così:
gatta riservata tanto da non gradire troppe coccole
ma nello stesso tempo grata a chi ti coglieva a tradimento,
dandoti carezze all’infinito che tu ricambiavi
con le tue fusa generose.
Non potrò mai dimenticare
quando mi aspettavi davanti all’ascensore,
avvertendo con largo anticipo il mio arrivo.
Ora, avvolta in una nuvola di cielo,
mi guardi e, a modo tuo, mi dici:
” Grazie per avermi sempre capita”.
Come io ho fatto con te.

Sandra Greggio

Published in: on marzo 15, 2016 at 06:59  Comments (9)  

Pane e silenzio

Se non mi dici qualcosa tremo tutto
ritorna la paura del buio, il salto in vuoto.
Perché di solo pane e silenzio non si vive
si mira tutt’al più l’oca al seguito dell’onda
il suo guazzare senza ambizione in spanne d’acqua.
Eppure solo
mi son trovato in tante occasioni, e c’era niente
tra me e l’idea che Dio fosse un uomo
erba
neve.
Un giorno alla garitta l’ho pure bestemmiato
per fare che muovesse le nuvole e l’inverno
il sangue dentro i polsi gelati.
Io e il deserto, la brina e la nottata distesa
io e il Friuli, l’intimità di un nuovo battezzo.
E fui una pietra, un legno sulle labbra del fiume
un camposanto
e ali di colomba per prendere commiato.

Massimo Botturi

Published in: on marzo 15, 2016 at 06:53  Comments (4)