Il canto

Usignolo

Gorgheggia l’usignolo

dal ciliegio in fiore

che nel tramonto ruba

fili d’oro al sole.

 

In quel sentier di quiete

che s’accende di stelle

si placa la violenza

che inorridisce il cuore.

 

Sosto in quel canto

e remote primavere

che odoravan di pace

vado piangendo.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 18, 2016 at 07:33  Comments (5)  

Io voglio del ver la mia donna laudare

Io voglio del ver la mia donna laudare
Ed assembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.
Verde river’ a lei rasembro a l’are,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.
Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ‘l de nostra fé se non la crede:
e no ‘lle po’ apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’om po’ mal pensar fin che la vede.

GUIDO GUINIZELLI

Published in: on marzo 18, 2016 at 07:06  Comments (2)  

Contrasti

Quello che sento
è davvero la verità?

Se esistesse altro….
come saperlo?

Un contrasto
indefinibile mi regge,
come un corvo in volo
sui campi di grano.

In  questa sospensione eterna
tra conscio e inconscio,
                        galleggio.

Michela Turchi

Published in: on marzo 18, 2016 at 07:03  Comments (2)  

La foglia forestiera

Una foglia staccatasi da un albero lontano
un dì dal vento sollevata si posò in un giardino
gentilizio: vattene via gridaron tu che sei plebea
quelle qui stese e cadute dalle piante blasonate
che non diverso dal consorzio nostro umano pare
il pesar l’altro anche nel regno del mondo vegetale

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 18, 2016 at 07:00  Comments (3)  

Del vivere il recto e del morire… il verso?

Ergastolani che fuggono per ritornare:
Oggi è tempo di respiro.
Ubriaca un desiderio di vivere nuovo
esorcizza del poi il consueto morire.

In riva al lago da boschi inondato
gocce di sole sulla distesa increspata,
dall’acqua color di prato una luce dorata.

Larici, infiniti Pini abbracciati difendono
orgogliosi, un incessante mea culpa delle cime.

Un delicato pulsare
è gemmato tra l’inseguirsi di sospiri.
Il raschietto d’acciaio oggi, incide solo Iniziali
al centro dell’Universo.

Giampietro Calotti C.

Published in: on marzo 18, 2016 at 06:57  Comments (2)