Le rondini

La sera ha i tuoi occhi
ora che veste d’autunno l’aria
e gli attimi _ incollati al cielo _
sono appesi al filo d’un bottone .

La bocca sulla tua spalla
aspiro il profumo del mare
la tua giacca ruvida sul viso
mentre già le rondini piangono gli addii.

astrofelia franca donà

Published in: on marzo 19, 2016 at 07:48  Comments (3)  

Ipotesi nell’attesa di…

Lo so che prima o poi da me verrai
Controsenso controvento contro tutti
Contro il dire ed il fare
Della gente comune
Cui ci accomuna il respirare
La stessa aria inquinata e carica di elettricità
Come questa sera che minaccia pioggia
E feriti su strade bagnate e veloci
Di poveri ubriachi infelici
Rintronati da una musica volgare
Sparata ad altissimo volume.
Lo so che verrai da me inevitabile
Come una disgrazia preventivata dal destino
Perfetta ed implacabile certezza assoluta
In questo spazio temporale e meteorologico
Che non è detto sia caldo d’estate
E freddo d’inverno.
Verrai ed imparerai a leggere tra le righe
Delle mie emicranie
E mi proteggerai le spalle dal vento
E che se sarà amore che sia prevedibile
Essenziale come un colore senza sfumature
Sarai la mia pace da cercare
E trovare come radice di un albero
Al cui ramo più alto impiccare
Ogni compromesso tra quello che sei
E come ti ho sognato.
Lo so che prima o poi verrai
A fare di ogni erba un fascio
Di ogni volto un ricordo
Verrai..

Maria Attanasio

Published in: on marzo 19, 2016 at 07:42  Comments (3)  

Il quadro della vita

Ognuno ha le proprie occasioni

si affida a poche, personali certezze

immagina sogni stupendi

vive incredibili realtà

sprofonda in abissi di assurdo dolore

conta le ferite della terra

s’immerge in tramonti spenti

scivola su pianeti di penosa desolazione.

Ogni essere pensante

cerca la luna bambina

si nutre di fame d’amore

ignora il sole manifesto

e vede nell’altro il proprio

specchio riflesso,

in fondo la vita è

un semplice mistero,

viaggio perpetuo

in volo a mezz’aria

sospeso in sbuffo fugace

alla scoperta dell’infinito.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 19, 2016 at 07:36  Comments (3)  

Il senso della vita

Il cogliere l’attimo
che segna
la nostra storia.
La felicità rubata
e non apprezzata.
Il passato
colto all’improvviso
da una frase.
Rumoreggiare
passo per passo
durante l’incoscienza
che ci insegna.

Glò

Published in: on marzo 19, 2016 at 07:33  Comments (1)  

Il serpente che danza

LE SERPENT QUI DANSE

Que j’aime voir, chère indolente,
De ton corps si beau,
Comme une étoffe vacillante,
Miroiter la peau !

Sur ta chevelure profonde
Aux âcres parfums,
Mer odorante et vagabonde
Aux flots bleus et bruns,

Comme un navire qui s’éveille
Au vent du matin,
Mon âme rêveuse appareille
Pour un ciel lointain.

Tes yeux où rien ne se révèle
De doux ni d’amer,
Sont deux bijoux froids où se mêlent
L’or avec le fer.

A te voir marcher en cadence,
Belle d’abandon,
On dirait un serpent qui danse
Au bout d’un bâton.

Sous le fardeau de ta paresse
Ta tête d’enfant
Se balance avec la mollesse
D’un jeune éléphant,

Et ton corps se penche et s’allonge
Comme un fin vaisseau
Qui roule bord sur bord et plonge
Ses vergues dans l’eau.

Comme un flot grossi par la fonte
Des glaciers grondants,
Quand l’eau de ta bouche remonte
Au bord de tes dents,

Je crois boire un vin de bohême,
Amer et vainqueur,
Un ciel liquide qui parsème
D’étoiles mon cœur !

§

Quanto mi piace, adorata indolente,
del tuo corpo così bello
vedere come tessuto cangiante
luccicare la pelle!

Sulla tua capigliatura profonda
dagli acri profumi,
mare odorante e vagabondo,
dai flutti azzurri e bruni,

simile a un battello che si sveglia
al vento del mattino,
l’anima sognatrice alza le vele
verso un cielo lontano.
I tuoi occhi in cui nulla si rivela
di dolce né d’amaro,
sono gioielli freddi in cui si lega
il ferro all’oro.

Quando cammini con quella cadenza,
bella d’abbandono,
fai pensare a un serpente che danza
in cima ad un bastone.

Sotto il fardello della tua pigrizia
la tua testa d’infante
dondola mollemente con la grazia
d’un giovane elefante,

e il tuo corpo si inclina allungandosi
come un vascello sottile
che fila ripiegato spenzolando
i suoi alberi in mare.

Come rivo ingrossato dalla fonte
dei ghiacciai rombanti,
quando l’acqua della tua bocca rimonta
fino all’orlo dei denti,
mi par di bere un vino di Boemia
amaro e vincitore,
un firmamento liquido che semina
di stelle il mio cuore!

CHARLES BAUDELAIRE

Published in: on marzo 19, 2016 at 07:10  Lascia un commento