CIAO VICKI

Vicki1

In questi giorni in cui la bestialità degli uomini non fa che alimentare l’orrore ed il pessimismo, sembra che l’unica umanità di cui possiamo essere certi sia rimasta quella delle bestie. Sono proprio gli animali che ci ricordano che l’amore è possibile, reale e gratuito, e che la sofferenza ha una sua dignità che l’uomo ha dimenticato, proteso com’è nel rimuoverla dalla sua esistenza oppure nell’infliggerla ai suoi simili. La sofferenza degli animali, più ancora di quella degli uomini che credono nella Passione e confidano nella Croce, ci pone di fronte al mistero, all’insondabile senso del dolore che si stempera nella pace e nel ricordo. Quando stamattina Vicki se n’è andata ha portato con sè i miei dubbi, insieme agli affetti, alle carezze, ai sorrisi di dodici anni di fedeltà senza condizioni. Non so a quale Dio gli animali possano offrire la loro sofferenza, ma spero che ci sia un posto anche per loro nel mondo della Giustizia Infinita, se è vero che hanno condiviso con noi l’amore ed il dolore.

Massimo Reggiani

Published in: on marzo 23, 2016 at 19:54  Comments (17)  

Neve

NIEVE

Las estrellas

se están desnudando.

Camisas de estrella

caen sobre el campo.

Habrá de seguro

peregrinos. Y un llanto

buscará el hogar muerto

donde fue derramado.

.

§

.

Le stelle

si stanno denudando.
Camicie di stella
cadono sui campi.
Ci saranno certo
pellegrini. E un pianto
cercherà il focolare morto
dove fu versato.
.
FEDERICO GARCIA LORCA
Published in: on marzo 23, 2016 at 07:48  Comments (2)  

Se questo giorno

Se questo giorno non vedesse sera,

se l’astratto del petto si facesse materia,

allora sì, questo giorno sarebbe.

 

Anna Zucchini

Published in: on marzo 23, 2016 at 07:43  Comments (4)  

Insieme fino al mare

L’affluente

si spoglia dell’itinerario

e dona l’acqua al fiume

con l’intento di scorrere giulivo,

ma forse l’onda dolce

che ha pervaso i campi

non era un bacio vero,

le acque mescolate

sono rimaste intrise

ciascuna della propria turbolenza,

il canto dell’amore

che vibra sulla pelle

arriva al punto

ma non abbraccia il cielo,

vortici di silenzio

scandiscono il cammino,

le cascate sono frequenti,

ma c’è del vero,

sentiamo il test della lontananza

e non possiamo districare i fili

o sciogliere i detriti

che abbiamo accumulato…

perciò cammineremo

insieme fino al mare.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on marzo 23, 2016 at 07:19  Comments (10)  

Lettera a Rostand

Caro Rostand ma che gli hai fatto dire
al gran Cyran che certo non capiva
e che sicuramente non sentiva
quel bacio quale apostrofo a fruire ?

Allor ti suggerisco altra versione
e pure te lo dico, gran testone,
che un bacio c’è per ogni situazione.
Declino il nome e spero mi perdoni.

Ed alla fin di ‘sta licenza io tocco
ed erudisco sul significato
chi per amor dal bacio è già stregato,
mostrandosi tapino e un poco allocco.

Declinerò di seguito quel bacio,
che apostrofo lui disse tra parole,
e di Rossana bevve le sue fole,
mentre addentava del buon pane e cacio.

Mi viene in mente il termine bacione
che certamente è bacio da un balcone,
quindi io penso ad un bel baciardo,
che resterà un lambir, sol da maliardo.

Per proseguir propongo un bel baciuffo
ch’è solo una variante , ma col ciuffo.
E poi t’informo che se dò un baciante
è bacio consumato in un’istante.

Che sarà poi quell’ottimo baciella?
Ma certamente è furto in camporella.
E quindi segue a ruota un bel baciango,
non si discute, è bacio in mezzo a un tango.

Penso e rifletto su quel gran baciosa,
ch’è un bacio con le spine della rosa.
Ed ecco arriva lesto un bel baciore.
Quando s’invola quello, sai l’ardore!

Un giorno dissi ti vorrei baciestra
e cadde un bacio…assieme a una finestra.
Per riparare lo cambiai in bacienza.
Lo giuro, fu donato con sapienza.

Ed ecco ti propongo un bel bacire,
che sol lo dona quei ch’è pien d’ardire
e se mi viene in mente un bel baciuga,
faire attention! Lo dà una sanguisuga.

Ci penso un poco, et voilà il baciazzo,
non esser malizioso, è un bacio pazzo.
Alfine ti propongo un bel bacioso,
ch’è bacio solamente malizioso.

Ecco, Rostand, cosa sarebbe un bacio,
altro che apostrofo, altro che rosa!
Noi non sappiam che far di quella cosa.
E cambialo, dal cielo, ‘sto mendacio!

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 23, 2016 at 06:54  Comments (4)  

Un pallone sgonfio

Come un pallone sgonfio sto afflosciato,
in un angolo in mezzo a un verde spento
anche il sole questa sera se n’è andato
non spira manco un alito di vento.

Sembra che il sentimento sia sgonfiato
il cuore batte lento, molto lento,
lo sciopero anche lui ha dichiarato
le braccia incrocia vinto da sgomento.

Non vuole rassegnarsi a restar solo
a guardare le stelle sparse in cielo
ed anche la sua stella ha preso il volo

coprendo tanto affetto con il gelo
che è sceso ad imbiancare prati e suolo
distaccando la rosa dallo stelo.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 23, 2016 at 06:52  Lascia un commento