Ulivo

Mi rappresenti
Aggrovigliato
Che s’ apre in alto
In abbraccio
E luce al tramonto
Parla una lingua dolce
Ricca di idiomi
Spreme succo di incanto
A tutti senza ritegno
E canta vento di pace
All’alba
E il mondo ama

Tinti Baldini

Published in: on marzo 25, 2016 at 07:34  Comments (8)  

Le madri di Erasmus

Fino a ieri, eran dolci le attese

le ansie fugate dagli allegri squilli:

“Ciao, io sto bene, studio e mi diverto!”

 

Poi quelle immagini, ma nello sconcerto

un’egoistica, umana speranza

una preghiera a quietare la danza

tumultuosa del cuore:

“Non lei Signore!”

 

Improvvisa la china si fa baratro

che risucchia giù, giù, nel susseguirsi

di notti e giorni, spazi tutti uguali

legati a un unico denominatore

sprazzi di sonno indotto

popolato da incubi e ricordi

risvegli tormentati dal dolore.

 

Ripercorrere grani di un rosario

tra i cari oggetti divenuti spine

sparse su di un calvario senza fine;

stanze che profumavano di vita

ridotte a ricettacoli di pianto

piccole cose amate, non riposte

ridenti foto, un poster appeso

lasciati lì, in un tempo sospeso.

 

Viviana Santandrea

Published in: on marzo 25, 2016 at 07:16  Comments (6)  

Venerdì Santo

Nulla, credi, è più dolce per i nostri
occhi di questo giorno senza sole,
con i monti velati di viole
perché la primavera non si mostri:
Venerdì Santo! E ieri sera tu
ti rimendavi quest’abito, tutto
grigio, un abito come a mezzo lutto
per la morte del povero Gesù…
Traevi dalla tua cassa di noce
qualche grigio merletto secolare:
così vestita, accoglierà l’altare
la buona amante con le mani in croce…
Prega per me, prega per te, pel nostro amore,
per nostra cristiana tenerezza,
per la casa malata di tristezza,
e per il grigio Venerdì che muore:
Venerdì Santo, entrato in agonia,
non ha la sua campana che lo pianga…
come un mendico, cui nulla rimanga,
rassegnato si muore sulla via…
Prega, e ricorda nella tua preghiera
tutte le cose che ci lasceranno:
anche il ramo d’olivo che l’altr’anno
ci donò, per la Pasqua, Primavera.
Quante volte l’olivo benedetto
vide noi moribondi nel piacere,
e vide le nostre due anime, in nere
vesti, per noi pregare a capo al letto!
E pregavamo, come se morisse
qualcuno: un poco, sempre, morivamo:
Ma sempre sull’aurora nuova, il ramo
d’olivo i lieti amanti benedisse!
Ora col nuovo tu lo cambierai:
anche devi pregare per gli specchi
velati, per i libri, per i vecchi
abiti che tu più non vestirai…
E’ sera: un riso labile si perde
sulle tue labbra, mentre t’inginocchi:
io guardo, dietro la veletta, gli occhi…
due perle nere in una rete verde.

FAUSTO MARIA MARTINI

Published in: on marzo 25, 2016 at 07:08  Comments (1)  

Caro fratello

.
Ancora
parlano di te …
ma
non sanno
del mio dolore
di quanto
io ti amassi
di quanto
tuttora t’ami.
Noi
sopravvissuti
alle tragedie
d’infanzia,
fummo uniti
da un dolce
indelebile
sentimento.
Come allora
batte
il mio cuore
di bambina,
quando
ti aspettavo
alla fermata
della corriera.
E batte ora
che le rughe
mi vestono
il viso
e qui …
sulla tua tomba
piove.
 .
Graziella Cappelli
Published in: on marzo 25, 2016 at 07:00  Comments (7)  

Una magìa

Il sole che risplende dentro di te (SOL)

è una luce (DO)

che avvolge anche me (RE7)

Il tempo che veloce vola via (SOL)

lascia nel cuore (DO)

un segno di (LAm)

un segno di (MIb7dim)

malinconia. (RE7) (SOL)

 

Io sento che la vita fugge via

ma penso

che è ancora un poco mia

ti guardo

mi sorridi, è una magia,

nelle tue mani

la vita mia

prendila amore

e portami via

 

La luna che ci guarda da lassù

è un’amica che risplende sempre più

nei tuoi occhi si rispecchia,

è come se fosse il tuo sole

ma è la mia luna

e la mia luna

sei solo tu.

 

Sandro Orlandi

Published in: on marzo 25, 2016 at 06:55  Comments (4)