Lo chiamo

Lo chiamo
Sì ti ho vista
Mi aspettava alla finestra
Ora è lui che mi fa tenerezza
Ma tutto finisce
Questo devo averlo ben chiaro
Per non soffrire troppo dopo
Faccio due gradini
Apro la porta dell’ascensore
E mentre salgo nella tromba
Delle scale mi dico
Tutto finisce
Il palazzo è pieno
Di una vuota solitudine
Della mia mesta rassegnazione
Appena arrivo glielo dirò
Tutto ha fine
L’avrà anche il nostro stare assieme
Meglio esserne coscienti non ne convieni?
Ma entro e trovo
Il suo sorriso il suo bel viso
-che mi ha attesa-
Vieni andiamo a letto mi dice
Sì sono tanto stanca del mondo
Tienimi stretta
Com’è calda la sua pelle
Che comincio a sentire mia
E le labbra cercano i punti più dolci
Ti voglio bene
Vorrei stare sempre con te
E il suo gemito è mio appagamento
È il nuovo mondo
Le sue carezze sono la mia bellezza
Le sue parole la mia luce
Amore

azzurrabianca

Published in: on marzo 26, 2016 at 07:48  Comments (8)  

Vi amai nella città

Vi amai nella città dove per sole
Strade si posa il passo illanguidito
Dove una pace tenera che piove
A sera il cuor non sazio e non pentito
Volge a un’ambigua primavera in viole
Lontane sopra il cielo impallidito.

DINO CAMPANA

Published in: on marzo 26, 2016 at 07:39  Comments (2)  

Keiryu – Mi perdo nuovamente

.
Mi perdo nuovamente
sprofondando senza memoria
 .
E nel cammino del tempo
come cane randagio vago
piena di fragili incertezze
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on marzo 26, 2016 at 07:30  Comments (4)  

Braccia d’amore

Braccia d'amore

Braccia d’amore che stringono
Un silenzio buio
Oltrepassano la porta aperta del tempo
Nutrendo di luce l’onda sacra
Attecchita nel cuore dell’uomo

Pace fin dove arriva l’infinito
Ardente scende nel cuore
Svestendo l’infreddolita anima peccatrice
Quale acqua che canta
Un inno di gioia
Al mondo assopito
 .
Giovanni De Simone
Published in: on marzo 26, 2016 at 07:30  Comments (3)  

Buona Pasqua

Buona Pasqua

La colomba che porta

ramoscelli di ulivo

in mezzo ai falchi,

il sogno bello della primavera

spezzato

che ha sorpreso

fiori allo sbocciare,

Il flusso eterno

di perseguitati

denigrato dal fango

di soprusi,

La bestia che si annida

nella latebra cruda

dell’orrore…

sfociano in questo mare

di perdono

È tutto amore?

Scende il declivio

a letto del ruscello

dove si posa l’anima

delusa a contemplare

l’acqua canterina

ed è subito festa

perché il sole

tinge l’alba coi pennelli rosa,

l’aria intorno

sboccia ad ogni passo

scrive poesie di fiori

e di gorgheggi.

La sua letizia parte

dal profumo del sole

che sente e pare dica

è tutto amore.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on marzo 26, 2016 at 07:23  Lascia un commento