Quel a la vetta anelar

Silenzio nella valle limpida è la giornata
là in faccia al sole la vetta sta maestosa
inesplorata e l’attendeva dando all’anelar
suo di conquista giusto ardito quel coraggio
così il duro rude alpinista forte la scalata
le dure sue prime rocce sol asperità lievi
come bimbo lì steso in fasce accarezzando
di piglio diede per vero far quel sogno suo
di vittoria e cento e cinquecento mille metri
e poi più di duemila neve ghiaccio la vetta
ecco pronta ad avvinghiarlo nell’abbraccio
ma nella gioia poi nell’ebbrezza tanto mosse
l’infido sperone un piede tremenda la caduta
morte l’attendeva e non vi fu per lui ritorno
che spesso l’alenar nostro sol dolore arreca
e crudel destino beffardo i nostri sogni infrange

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 29, 2016 at 07:38  Comments (4)  

Ti amo lì contro il muro distrutto

TE AMO AHÍ CONTRA EL MURO DESTRUIDO

Te amo ahí contra el muro destruido
contra la ciudad y contra el sol y contra el viento
contra lo otro que yo amo y se ha quedado
como un guerrero entrampado en los recuerdos

Te amo contra tus ojos que se apagan
y sufren adentro esta superficie vana
y sospechan venganzas
y muertes por desolación o por fastidio

Te amo más allá de puertas y esquinas
de trenes que se han ido sin llevarnos
de amigos que se hundieron ascendiendo
ventanas periódicas y estrellas

Te amo contra tu alegría y tu regreso
contra el dolor que astilla tus seres más amados
contra lo que puede ser y lo que fuiste
ceremonia nocturna por lugares fantásticos

Te amo contra la noche y el verano
contra la luz y tu semejanza silenciosa
contra el mar y septiembre y los labios que te expresan
contra el humo invencible de los muertos.

§

Ti amo lì contro il muro distrutto
contro la città e contro il sole e contro il vento
contro il resto che io amo e che è rimasto
come un guerriero intrappolato nei ricordi.

Ti amo contro i tuoi occhi che si spengono
e soffrono dentro questa superficie vana
e sospettano vendette
e morti per desolazione o per fastidio.

Ti amo al di là di angoli e di porte
di treni partiti senza portarci via
di amici che si sono sprofondati ascendendo
finestre periodiche e stelle.

Ti amo contro la tua allegria e il tuo ritorno
contro il dolore che scheggia i tuoi esseri più amati
contro ciò che può essere e ciò che fosti
cerimonia notturna per località fantastiche.

Ti amo contro la notte e contro l’estate
contro la luce e la tua somiglianza silenziosa
contro il mare in settembre e le labbra che ti esprimono
contro il fumo invincibile dei morti.

HOMERO ARIDJIS

Published in: on marzo 29, 2016 at 07:37  Comments (2)  

In buona fede

(versi diapoetici)

Rode, la pena di una colpa oscura:
Di che pienezza sei plenitudine,
attimi sazi d’un compiuto sentire
che a un tratto, vile, scagli nel vuoto?

Di che è mancanza questa mancanza,
cuore,
che a un tratto ne sei pieno?
Di che?
“*

… se confonderlo forse, il Certo più non basta?

Giampietro Calotti C.

* (di Mario Luzi)

Published in: on marzo 29, 2016 at 07:29  Lascia un commento  

Il silenzio sussurra

di cose lontane
vissute altrove
il volto affondato
in un gorgo
di cupe visioni…
Triste ricordare
quando le lacrime
hanno rigato
la prima volta il volto
ora dalla ruga segnato
non torna indietro…
Si tratta di un sussurro
lontano ora percepito
come fosse impietrito
dal tempo trascorso
a guardare il mondo
mosso dalla fretta
di andare in tondo
a cercare la luce
ove trionfa il buio…
Inutile sfida
lanciata nel silenzio
che muto risponde
all’anima livida
per l’aria asfittica
che ognora affatica…

Antonietta Ursitti

Published in: on marzo 29, 2016 at 07:24  Lascia un commento  

Swiffer

Ho spolverato stamane.
Ed uno ad uno toccavo con leggerezza ogni foto,
ogni gingillo che cercavo di non rompere.
Ed ecco che fui inondata di ricordi.
Quante cornici !
Per i figli piccoli con le gote paffute,
per il mio matrimonio che ancora profuma di lilyon.
Varie le misure come varia la vita che in esse riviveva.
Con quanta attenzione e cura lasciavo che il tempo scorresse,
finché quei ricordi non iniziarono a farmi male al cuore.
Allora capii che non era necessario metterli in mostra.
Il cuore reclamava i suoi diritti.
In lui riposi ogni foto.
E chiusi a chiave.
Nel cielo l’arcobaleno, felice, dava il suo assenso.

Sandra Greggio

Published in: on marzo 29, 2016 at 07:07  Comments (2)  

Gira e schiocca

Gira gira gira e schiocca
colla cotta cozza in bocca
forse è un comma
o un’albicocca
gira gira gira e schiocca!

Sandro Sermenghi

Published in: on marzo 29, 2016 at 07:05  Lascia un commento