O luna

Il tuo silenzio parla

al cuore imprigionato dal talento

di tuoi misteri, scavi

nei labirinti folti di incertezze.

Se guardo l’orizzonte

percorri versi belli di poesia,

copri tutta la pagina del mare

col tripudio di guizzi

fino all’onda

che mi lambisce,

giochi coi sogni pallidi la sera

ma se ti chiedo di abbracciarmi,

schivi la mia domanda,

ti nascondi,

forse per incontrare Endimione.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 1, 2016 at 07:21  Comments (6)  

Con te stesso

Sinuosi inebrianti occhi

trovano luci esplosive,

e lasciano dietro una parte di te.

Il cammino diventa sempre più stretto.

Poi, riscopri di avere perduto il mondo.

Senti ogni giorno che passa

tutta la viltà, la crudeltà della tua razza.

Sogni mondi nuovi, orizzonti sconosciuti

l’odio che hai dentro ti trasforma nella parte

più oscura. La tenebra ti avvolge

fulmineresti col sol pensiero

ma al nuovo giorno alla sua luce

riscopri la gioia

in un bambino che sorride.

 

Il Passero

Published in: on aprile 1, 2016 at 06:59  Comments (8)  

Giù

.
Giù
nell’imo di quella caverna
voci dell’aldilà
divorate dal vento
di questa vita
nessun testimone
per parlare
di quell’infinito
dove noi abbiamo
già vissuto
credendo
.
Gavino Puggioni
Published in: on aprile 1, 2016 at 06:57  Comments (2)  

E’ difficile

È difficile comprendere

in questo tutto che invecchia

– io la casa l’albero dei fichi

l’odore –

è difficile comprendere

come questo gesto semplice

– d’amore –

sia troppo giovane

per assassinare il tempo.

 

Non sono facili da capire

queste regole mortali

dove lo spazio di chi è andato

chiude la scia al passaggio.

 

Potessi correre – ballare

e dimenticare gli occhi.

 

Anna Zucchini

Published in: on aprile 1, 2016 at 06:55  Comments (2)  

Io non so più, non voglio più

JE NE SAIS PLUS, JE NE VEUX PLUS

Je ne sais plus d’où naissait ma colère;
Il a parlé… Ses torts sont disparus.
Ses yeux priaient, sa bouche voulait plaire:
Où fuyais-tu, ma timide colère?
Je ne sais plus.

Je ne veux plus regarder ce que j’aime.
Dès qu’il sourit, tous mes pleurs sont perdus.
En vain, par force ou par douceur suprême,
L’amour et lui veulent encor que j’aime;
Je ne veux plus.

Je ne sais plus le fuir en son absence;
Tous mes serments alors sont superflus.
Sans me trahir, j’ai bravé sa présence;
Mais sans mourir supporter son absence,
Je ne sais plus!

§

Io non so più da dove sia nata la mia collera;
ha parlato… e le sue colpe sono scomparse.
I suoi occhi imploravano, la sua bocca voleva piacere:
dove sei fuggita, mia timida collera?
Non lo so più.

Non voglio più guardare ciò che amo.
Non appena sorride, tutti i miei pianti svaniscono.
Invano, per forza o per dolcezza suprema,
l’amore e lui vogliono ancora che io ami;
io non voglio più.

Non so più evitarlo nella sua assenza;
tutti i miei giuramenti sono ormai superflui.
Senza tradirmi, ho sfidato la sua presenza;
ma senza morire sopportare la sua assenza
io non so più.

MARCELINE DESBORDES-VALMORE

Published in: on aprile 1, 2016 at 06:51  Lascia un commento