Espansione

Evito il dolore
provocandomi così,
solo altro dolore.
Appesa al filo della paura
incapace di osservare quel burrone.
Solo pochi passi
basterebbero per affacciarmi
Sollevarmi nell’espansione
basterebbe per la felicità.

Michela Turchi

Published in: on aprile 9, 2016 at 07:30  Comments (1)  

Sabato Santo antico

Un Sabato Santo dal suono dal profumo
antichi del passato ma oggi ancor sentir
vorrei lo squillar lieto giocondo forte
di campane tanto ormai lontane che
ai villan nei campi alle donne ai focolar
già pronte e a me ai miei cugini a tutti
del Signor Risorto davano l’annuncio
ancor oggi quella vision agli occhi aver
vorrei di rondini nel cielo festanti in volo
che al bronzeo suon davan compagnia
poi ancor veder vorrei qui di un bianco
biancospin la siepe e da un bianco scialle
avvolta lì una figura cara mia nonna,
la voce ancor sentir“ della Croce fatti
il santo segno ” e poi sulla mia guancia
sentir da una stanca mano una carezza

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 9, 2016 at 07:25  Comments (3)  

Emozioni

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Vengo travolta dalle emozioni
come tanti cavalli selvaggi,
solo la volontà di proseguire
galoppando con coscienza
emozione che non tradisce…
Mi sciolgo, m’assorbe tutta
come una spugna,
insaziabile l’anima mia
si nutre e s’abbandona
nell’estasi che reclama
ancora
un angolo di passione

                         °°°°°°°°°°°°°°°°°e poi ubriacarsi d’emozioni °°°°°°°°

Beatrice Zanini

Published in: on aprile 9, 2016 at 07:22  Comments (1)  

Ho conosciuto Poesia

Ho stretto la mano ad un sorriso
avvolto dal più leale dei sentire.
Un abbraccio si muta in poesia,
sorgente si rivela nello sguardo,
all’iride mi affida una memoria.

Il tempo scorre ed un ricordo preme:
Torna a nuovo il sereno, quando si eleva
quel lieto a cui il perché non importa;
rincorro e turba non trovare cos’è.
Infine ogni volta, mi basta che c’è.

Giampietro Calotti C.

Published in: on aprile 9, 2016 at 07:19  Comments (4)  

Lacrime, vane lacrime

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TEARS, IDLE TEARS
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Tears, idle tears, I know not what they mean,
Tears from the depth of some divine despair
Rise in the heart, and gather to the eyes,
In looking on the happy Autumn-fields,
And thinking of the days that are no more.
         Fresh as the first beam glittering on a sail,
That brings our friends up from the underworld,
Sad as the last which reddens over one
That sinks with all we love below the verge;
So sad, so fresh, the days that are no more.
         Ah, sad and strange as in dark summer dawns
The earliest pipe of half-awaken’d birds
To dying ears, when unto dying eyes
The casement slowly grows a glimmering square;
So sad, so strange, the days that are no more.
         Dear as remember’d kisses after death,
And sweet as those by hopeless fancy feign’d
On lips that are for others; deep as love,
Deep as first love, and wild with all regret;
O Death in Life, the days that are no more!
.
§
.

Lacrime, vane lacrime ed arcane

Dal sen d’una divina disperanza,

Sorgano in cuor, s’accolgono negli occhi.

Vedendo i lieti campi dell’Autunno,

Pensando ai giorni che non sono più.

 

Gai come il primo raggio su una vela

Che ci riporti i cari d’oltremare,

Tristi come l’estremo su una vela

Che affondi insieme con tutto quel che amiamo:

Si tristi e gai quei dì che non son più.

 

Ah, tristi e strani come in alba oscura

Voci d’uccelli per morenti orecchi,

Mentre ad occhi morenti la finestra

Via via diventa un pallido quadrato;

Si tristi e strani i dì che non son più.

 

Cari siccome i baci ricordati

Dopo la morte, e dolci come i baci

Sognati invan, profondi come amore,

Il primo amore, e folli di rimpianto:

O Morte in Vita, i dì che non son più.

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ALFRED TENNYSON

Published in: on aprile 9, 2016 at 06:52  Lascia un commento