Ti aspetto

TE ESPERO

A ti sólo se llega
por ti. Te espero.

Yo sí que sé dónde estoy,
mi ciudad, la calle, el nombre
por el que todos me llaman.
Pero no sé dónde estuve contigo.
Allí me llevaste tú.

¿Como iba a aprender el camino
si yo no miraba a nada más que a ti,
si el camino era tu andar,
y el final fue cuando tú te paraste?
¿Que más podía haber ya
que tú ofrecida, mirándome?

Pero ahorae, ¡qué desterrado,
qué ausente
es estar donde uno está!
Espero, pasan los trenes,
los azares, las miradas.
Me llevarían adonde nunca he estado.
Pero yo no quiero los cielos nuevos.
Yo quiero estar donde estuve.
Contigo, volver.
¡Qué novedad tan immensa
eso, volver otra vez,
repetir lo nunca igual
de aquel asombro infinito!

Y mientras no vengas tú
yo me quedaré en la orilla
de los vuelos, de los sueños,
de las estelas, inmovíl.
Porque sé que adonde estuve
ni alas, ni ruedas, ni velas llevan.
Todas van extraviadas.
Porque sé que adonde estuve
sólo se va contigo, por ti.

§

A te si arriva solo
attraverso te. Ti aspetto.

Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.

Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient’altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?

Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un’altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.

E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Published in: on aprile 13, 2016 at 07:40  Comments (2)  

Rimpianto

l’alba

con tutte le avversità

e con tutti i successi

corre

sopra il solco del ricordo

scavato nel tempo

le vibrazioni

delle prime note

che accesero la magia

della primavera immacolata

svaniscono nella sera

di un chiarore

iridato di emozioni

l’estate

già stanca

aprì il pensiero

alla nuova onda delle lusinghe

nata dalla luce

di sorrisi

e

il petalo di rose

si consumò

oggi

si fondono

desiderio e lamento

 

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 13, 2016 at 07:29  Comments (7)  

Ed è ancora neve

Ed è ancora neve a parlare di noi
nel soffitto bianco del cielo
oltre il fiato che si fa cristallo
in fondo al mattino violaceo dei passi.
Abbiamo lasciato alle finestre
gli occhi con le nostre impronte
nel silenzio d’un cerchio perlaceo e incredulo
e in quel silenzio
ho vissuto un abbraccio che credevo perduto
lontano e infinito
ritrovato d’incanto
come un fiore di neve tra le mani.

astrofelia franca donà

Published in: on aprile 13, 2016 at 07:21  Comments (2)  

Primavera (cor monno in guera)

Davero… sì! era tutta ‘n’antra cosa
la Primavera infin’a poco fa…
Era er ritorno in vita de ‘na rosa,
cor prato che tornava a verdeggià…

Le vòrte c’era un’aria nuvolosa
ma- però – senza mai esaggerà.
Vieniva l’ape a svolazzà curiosa,
e le regàzze, in tante, a sospirà…

Mo’, è tutto fòri tempo, come quanno
l’orchestra nun va appress’a la bacchetta,
e a chi ciabbàda je pò dà l’affanno!

Co Primavera è ita tale e quale,
ch’er tempo suo, mo’, nu lo rispetta,
e s’è ammischiata ar periodo invernale.

Er ventuno, ‘nfatti, s’è presentato
tutto ingriggìto, e puro ‘n po’ ingrugnato…
Forze sapeva già…de l’attentato…

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 13, 2016 at 07:01  Comments (1)  

Versi… a perdere

Posata la fatica sul cuscino

libero schizzi d’anima…precari

come soffioni al capriccio del tempo.

Oltre il cancello, rettangoli di notte.

 

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 13, 2016 at 06:52  Comments (4)