Pianto

Ascolto in silenzio
il pianto di un gattino;
lo accolgo accarezzandolo.
Lui è me.
Lo curo. Lo accarezzo.
Confortevole le fusa
che abbracciano
le mie vibrazioni del cuore,
e le mie dita inteneriscono
perfino il pugno reso violento
per la delusione…
ora penso alla tenerezza.

Glò

Published in: on aprile 21, 2016 at 07:34  Comments (3)  

Passaggi segreti

Se fosse possibile
specchiarsi nei propri occhi
sarebbe solo un raddoppio insensato;
fumo negli occhi e poi il nulla.
E così, si scorrono pagine
di vita già vissuta,
passaggi segreti
di un’unica anima.
Siamo soli,
siamo uguali io e te.

Michela Turchi

Published in: on aprile 21, 2016 at 07:26  Comments (2)  

Gocce di donna

woman-smells-perfume

Onore al cane, parente di lupi
che fiuta da lungi ogni essenza
e cento e più leghe percorre
giungendo puntuale alla meta
guidato da infallibile naso.
Stupore allo squalo rapace
che sente le stille del sangue
disciolte nel fondo del mare
ed agile arriva al trofeo
tra miglia e più miglia di onde.
Io però so per certo e ti dico
qual è il più potente richiamo
che avvince, che lega e seduce
chiunque in ascolto si ponga
del suo irresistibile effluvio:
due gocce di donna soltanto
nel mare di sguardi e parole,
nel riso o nel muovere lento
di gonne e capelli di seta;
due gocce di donna negli occhi,
la luce di un attimo in fuga,
il suono improvviso di voce
a indicarti quell’unica via.
Invincibile ammalia il profumo,
seguir devi la rotta fatale
da tracce di donna segnate:
e alla fine del lungo cammino
cacciatore e tenace segugio
già ti appresti di fronte al traguardo
ma non sai che la preda sei tu.

Fabio Sangiorgio

Published in: on aprile 21, 2016 at 07:25  Comments (2)  

Come pioveva

C’eravamo tanto amati
per un anno e forse più,
c’eravamo poi lasciati…
non ricordo come fu…
ma una sera c’incontrammo,
per fatal combinazion,
perché insieme riparammo,
per la pioggia, in un porton!
Elegante nel suo velo,
con un bianco cappellin,
dolci gli occhi suoi di cielo,
sempre mesto il suo visin…
Ed io pensavo ad un sogno lontano
a una stanzetta d’un ultimo piano,
quando d’inverno al mio cor si stringeva…
…Come pioveva …come pioveva!
Come stai? Le chiesi a un tratto.
“Bene, grazie, disse, e tu?”.
“Non c’e’ male” e poi distratto:
“guarda che acqua viene giù!”.
“Che m’importa se mi bagno?”
Tanto a casa debbo andare
“Ho l’ombrello, t’accompagno”
“Grazie, non ti disturbar…”
Passa a tempo una vettura
io la chiamo, le fa: “no”
dico: “Oh! Via, senza paura.
Su montiamo”, e lei montò.
Così pian piano io le presi le man
mentre il pensiero vagava lontano…
Quando d’inverno al mio cor si stringeva…
…Come pioveva …come pioveva!
Ma il ricordo del passato
fu per lei il più gran dolore,
perché al mondo aveva dato
la bellezza ed il candor…
così quando al suo portone
un sorriso mi abbozzò
nei begli occhi di passione
una lagrima spuntò…
Io non l’ho più riveduta
se e’ felice chi lo sa!
Ma se ricca, o se perduta,
ella ognor rimpiangerà:
Quando una sera in un sogno lontano
nella vettura io le presi la mano
quando salvare ella ancor si poteva!…
…Come pioveva …così piangeva!

ARMANDO GILL

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Published in: on aprile 21, 2016 at 07:06  Comments (4)  

In montagna

Blu pervinca il cielo

bianco ancestrale intorno

seguire il volo di un falco

e giocare a rincorrerlo con gli sci

Sedere tra crochi color lillà

appena sbocciati

sorprendere il pensiero

a scherzare con le nubi

mentre il sole spande luce e calore

Lo scoppiettìo del fuoco che mi coccola,

accanto a me il silenzio

mio grande amico

che parla, parla e parla

e mi racconta storie fantastiche

in questa dolce primavera.

 

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 21, 2016 at 06:52  Comments (12)