Sputo sangue e parole

Vuota è la mia cella,
socchiusa la porta,
smorzata la luce.
Il mio cuore trafitto
sull’ultimo verso
del libro mai letto.

Simone Magli

Published in: on aprile 26, 2016 at 07:49  Comments (8)  

La stella della sera

Si dirada volando la nuvola leggera.
Malinconica stella, o stella della sera!
Inargenta il tuo raggio le squallide pianure,
il golfo sonnolento e le montagne scure.
Amo il tuo fioco lume nell’aria trasparente;
esso ha in me risvegliato un pensiero dormente:
ricordo il tuo tramonto, o astro prediletto,
sovra un dolce paese sempre caro al mio affetto,
dove nelle vallate s’alzano i pioppi fieri,
dove dormono i mirti ed i cipressi neri,
ed i tiepidi flutti sussurrano soavi.
In quei monti col cuore pieno di sogni gravi
distraevo sul mare l’indolenza pensosa:
scendeva sopra i tetti la tenebra gelosa,
e una giovane donna me nell’ombra cercava
e te col proprio nome alle amiche chiamava.

ALEKSANDR SERGEEVIČ PUŠKIN

Published in: on aprile 26, 2016 at 07:37  Comments (3)  

Mysterion

Venti di rovo australi
gli elementi
del pianeta Terra,
soffiano,
ruggiono, foschi
gonfiano
sulla biosfera.

Compare,
sotto la pioggia, a un lampo,
un intrìco di boschi…
Tant’apparendo,
al mondo nuovo,
un intrìco di mari.
Mondo vivo e fosco
è come fischio
scosso
da un monte,
nell’ora tenebrina,
di un amore
angelico-diabolico.
Sembra a tutto
e a nessuno
sembra andare…

Il grave specchio,
greve, tenebroso
trémola in questo sempre
andar per l’infinito:
sta a spiare
il rosso, rosso violento,
viola grigio
d’orizzonte tramonto
del pensiero,
poi… buio.
Ammasso
di alghe verdi,
strepiti di mare,
di venti, sui viventi.

– Fisica – la morte aspetta
la morte,
che non fa sposi
dolore e gioia;
pianto e appagato
momento, unico, nel goder,
felice manto.

Paolo Santangelo

Published in: on aprile 26, 2016 at 07:00  Comments (2)  

Alla Liguria

E’ verde che digrada nell’azzurro,
colori tersi con profumi intensi,
bianche le vele, verso cieli immensi
vanno con un andar che par sussurro.

Lievi le onde sfiorano la sabbia
di spiagge che profumano d’amore
e sempre mi rimangono nel cuore
di Faber le poesie e la sua rabbia.

Creusa de ma risuona e li rivedo
sentieri stretti che scendono al mare
ed anche Govi risento cantare
ma se ghe penso… e di tornar là chiedo.

Ma quando al meriggiar pallido e assorto
viene sospiro dal brillio dei flutti
s’invola il cuore e scorda tutti i lutti
e gemman sogni che dentro mi porto.

Or sei lontana e vedo già il traguardo
dell’oltre dove spero di trovare
quelle memorie che non so scordare
…ma bramo ancor di darti ultimo sguardo.

Piero Colonna Romano

Published in: on aprile 26, 2016 at 06:56  Comments (17)  

Pausa d’irriflessione

Pensavo di starmene con le mani in mano
a rimediare poche cose
uno sguardo alle tende in trasparenza
fuori camelie in boccio
il gallo ancora canta
ed è stagione che non lascia scampo
lui finirà nel forno, io forse andrò all’inferno
se credessi all’inferno.

Intanto resto qui con le mie cose inutili
carabattole e pochi soprammobili
– li ho sempre riciclati –
quelli rimasti fanno da ricordi.

Come disse quel saggio
aiutati che il cielo non t’aiuta
o forse era il contrario
Ma giunti a questo punto
che si riveli un angelo o un demonio
non fa gran differenza
all’annunciare di giornate ovvie
anche una rana alata può bastare.

E questa che mi prende e non vuole finire
paranoia
da versi mentecatti

dovrò scegliere il punto
da tranciare

Cristina Bove

Published in: on aprile 26, 2016 at 06:53  Comments (2)