Amici

FRIENDS

How often, when life’s summer day

Is waning, and its sun descends,
Wisdom drives laughing wit away,
And lovers shrivel into friend!
You smiled, you spoke, and I believed,
By every word and smile deceived.
Another man would hope no more –
Nor hope I what I hoped before:
But let not this last wish be vain,
Deceive – deceive me once again!
There are who say we are but dust,
We may be soon, but are not yet,
Nor should be while in Love we trust
And never what he taught forget.
 .
§
.
Sovente, quando svanisce il giorno d’estate
Della vita, e il suo sole discende,
Dilegua per saggezza lo spirito ridente
E solo amici ritornano gli amanti.
Hai sorriso, hai parlato, e ti ho creduto,
Ingannato dal sorriso e dalla voce.
Un altro uomo non spererebbe più –
E io non spero ciò che ho sperato prima:
Ma fa’ che almeno che questo non sia vano,
L’ultimo desiderio: ingannami, ingannami ancora!
C’è chi dice che siamo solo polvere:
Possiamo presto esserlo,
Ma non lo siamo ancora,
Nè lo saremo, credendo in Amore
E il suo insegnamento mai scordando.
 .
WALTER SAVAGE LANDOR
Published in: on aprile 27, 2016 at 07:44  Comments (2)  

Sedoka – Mente sognante

.
Mente sognante
vagando nei pensieri
moltiplica colori
S’indora il giorno
arabeschi d’armonie
cantano serenità
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on aprile 27, 2016 at 07:29  Comments (3)  

Testimoniare

Un giorno ti racconterò
che ero solo una farfalla notturna
pronta a strapparsi le ali

tu mi chiamerai -il mio segnalibro nudo –

ascoltami
lo dico a te
che se mai diverrò vecchio
sarai la sola
a testimoniarlo…

un giorno ti racconterò
che ero solo una farfalla notturna
decisa
a strapparsi le ali
il tuo segnalibro nudo
il tuo idiota
il tuo occhio, il tuo solo occhio
da bombardiere
disarmato
il tuo bambino nudo
come un segnalibro bianco
e lo dico a te
che dovrai testimoniarlo.

Massimo Pastore

Published in: on aprile 27, 2016 at 07:20  Comments (2)  

Noi due

Noi siamo l’incertezza
che pesa sulle spalle di quest’età
vissuta fuori tempo
Assomigliamo alle nostre ombre
che lo dividono in due la notte
tra me e te
Contiamo le ore, che fuggono
alle ore fissate
degli appuntamenti
Svuotiamo i nostri cieli
da amori vissuti
con granelli di sabbia
Parliamo
con la lingua degli occhi
e mentre i sogni s’addormentano
noi due
continuiamo a camminare
mano per la mano con il giorno
che tornerà senz’altro domani

Anileda Xeka

Published in: on aprile 27, 2016 at 07:16  Comments (2)  

Pulizie di primavera

E quando credi d’esser giunta

Nella più alta sfera dell’Empireo

Ti accorgi d’aver viaggiato capovolta

Sprofondando nella melma dello Stige.

E l’Ade ti si presenta d’improvviso

Con le sembianze del pavimento

Ti domandi se è sufficientemente lustro

O se ripassarlo ancor sarebbe giusto.

Il pensiero viaggia rapido e leggero

Pur se a fasi alterne, e non sempre è fiero.

Così il cuore che batte privo di comando

Ti chiede: “Ma tu, stai veramente amando?”

O stai viaggiando verso meta sconosciuta

Dall’altra parte della luna

Dall’imperscrutabile volto che si rifiuta?

Pensi che la scrittura, sia essa in prosa

Oppure in versi sciolti o in rima

Possa esser la sola espressione essenziale

Perché tutto il resto fa male, molto male

E ti ci butti a capofitto

Poco importa se cammini storto o diritto

Ciò che conta è buttar fuori il rospo

Quello che ingoi ogni giorno

A colazione a pranzo o a cena

Perché non sempre sei in vena

Di occuparti della chiave di volta

Che tiene sospeso il soffitto di uno strano mondo

Dall’aspetto sempre più miserabile e immondo

Così vivi come un pellegrino

Che con passo leggero viaggia lontano

Cercando di calpestar il suolo piano

Essendo già fin troppo, di guerre, pesto

E a salvarlo non è mai troppo presto.

Poiché nulla sembra possibile modificare

Di questa lunga Storia umana

Dal susseguirsi di cicli e ricicli

Infatti, quasi tutto è stato riciclato

Prendendo spunto dagli antichi saggi,

Dai Profeti o da filosofi eruditi. La gente

E’ volutamente sorda, di dura cervice

Ha sempre fatto orecchi da mercante

Perciò non ha mai compreso niente

Ed è lo stesso Cristo che te lo dice.

Allora ragioni e scrivi lasciando fuggire

Pensieri sulla carta, come svolazzi

Di una falena impazzita, senza posa

Intorno ad una lampada fumosa

E ti chiedi: Questa è la nostra vita?

Passando leggera le tue dita

Sul piano della scrivania, pensi

A che serve pulire, se poi ogni cosa

Come polvere del tempo lì si posa?

E dall’ordinaria consuetudine vorresti

Poter fuggire verso altri lidi

Laddove l’insolito ti possa attirare

Mostrandoti quella faccia della luna

Che mai avresti creduto d’ammirare.

Invece con la borsa fai la spesa

E portarla a braccia assai ti pesa

In cucina passi la ramazza.

Nel frattempo la mente insegue un’idea pazza.

Se non puoi fuggir da una vita grama

Immagina tutto quel che il cuore brama

Se credi che il miraggio possa esser vero

Nulla più ti apparirà poi tanto nero

Scrivere è sinonimo di sogno

E ti offre ciò di cui hai bisogno

Uscire di casa senza aprir la porta

Basta solo crederlo, il resto poco importa

Ma non perdere il gusto della scrittura!

E mentre porti le patate a bollitura

Infila un paio d’ali e prendi il largo

Le poesie nel baule e sali su quel cargo

Diretto verso paesi alquanto esotici

Evitando però con cura i tropici

Poiché la gran calura tende a stemperarti

Sciogliendo quel poco che di te resta

Compreso ciò che crei con la tua testa
E le pulizie di primavera?

C’è tempo, le faremo un’altra sera!

 

Danila Oppio

Published in: on aprile 27, 2016 at 07:06  Comments (8)