A Saracena

Nell’arrivo alle tue rive

quell’odore primordiale m’invade

tra ripe in fiore

e ulivi che tappezzano terreni

in fila sfidano il tempo

tra tralicci di ferro

e ruderi antichi

colorati di storia

il cielo poggia sulle colline

mentre percorro la strada

che conosco più del mio cuore

e a te m’avvicino giungendo serena

tra quelle poche anime

e alti mura vacanti

mantenuti per la gloria

vuoti come scatole di cartoni

come casse che risuonano ere.

 

Rosy Giglio

Published in: on maggio 3, 2016 at 19:12  Comments (7)  

Anima della Terra

Mondo corrotto
dove solo potenza e ricchezza
trovano crescita.

Ogni altro seme
non cresce, non sboccia
l’anima mia s’è persa.

Oh poter rinascere dalla Terra
alzandosi più forti!
Grano Kamut
antico seme nella nuova epoca.

Michela Turchi

Published in: on maggio 3, 2016 at 07:30  Comments (3)  

Mi fermo qui…

.
Mi fermo qui
dove la via
sospirando
fa pausa
in slargo di curva.
Il bosco
m’apre uno sdraio
di foglie
sotto un arco
di querce
e accende
una compilation
d’uccellini.
Sorridono
gli alberi
dilatando cortecce
mentre
Primavera
mi solletica
il collo
di freschi profumi.
Lascio
la mente
a rinfrescarsi
sotto cascatelle
d’acqua
che ruscellando
defluisce ogni dolore.
 .
Graziella Cappelli
Published in: on maggio 3, 2016 at 07:18  Comments (14)  

Epitaffio

Violino

EPITAFIO

Un pájaro vivía en mí.
Una flor viajaba en mi sangre.
Mi corazón era un violín.
Quise o no quise. Pero a veces
me quisieron. También a mí
me alegraban: la primavera,
las manos juntas, lo feliz.
¡Digo que el hombre debe serlo!
(Aquí yace un pájaro.
Una flor.
Un violín).

§

Un uccello viveva in me.
Un fiore viaggiava nel mio sangue.
Il mio cuore era un violino.
Amai a volte, altre no. Qualche volta
fui amato. Anche a me
rallegravano: la primavera,
la mano nella mano, ciò che è felice.
Dico che l’uomo deve esserlo!
(Qui giace un uccello.
Un fiore.
Un violino).

JUAN GELMAN

Published in: on maggio 3, 2016 at 07:16  Lascia un commento  

Istinto materno

L’istinto materno
È presente in tutte le donne
Forse anche in quelle
Che uccidono la prole,
Chiudendo gli occhi tirano calci
Pugni e schiaffi
A volte accoltellano
Tutto quello che non saranno mai più.
Mia madre ci ha amati
Come estensione del suo corpo
Probabilmente ci credeva
La parte migliore
Del suo essere in continua espansione.
Io fin qui ho vissuto la mia vita
Come se ne avessi un’altra di riserva
Adesso so per certo che questa è unica
Ed il tempo che mi resta
È meno di quello che ho sprecato
Per giungere a questa conclusione.
I miei figli sono la mia estensione
Il mio saluto al mondo
Il mio approdo.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 3, 2016 at 06:57  Comments (2)