Diario breve di giorni lunghi

Diario
.
Una barca in disarmo,
i remi incrociati
in una distesa di acque agitate,
e non solo di mare,
quel mare dove quella barca è nata
tra alberi secolari, filari di mirto
e pareti di fichi d’india
a contrastare venti improvvisi
quasi sempre benevoli.

Bambino felice in una terra madre
sdraiata in coccole d’amore
e stralci di vita vera,
umile testimone di gioie naturali
arroccate per sentieri impervi
ma puliti dal fango della nuova civiltà,
ancora lontana.

Bambino con altri bambini,
ignari come tutti del loro destino
creato dall’ondeggiar di nubi dietro al monte
o dal sibilar di sirene di una guerra
ormai arrivata alla sua fine.

Boati d’allegria nell’aie colme di spighe di grano,
come a correr tra le viti pregne di grappoli d’uva
pronta per il suo nettare di quelle semi-botti
dove noi avremmo voluto tuffarci.

E la vita, quella vita, è rimasta lì,
indimenticabile dono, offerto dalla natura
al riparo da tutte le memorie
anche da quelle defunte che ne furono baluardo.
Un compleanno, un ricordo
per tanti anni e non sono pochi,
anche se vissuti come il tempo ha voluto,
senza drammi e dolori se non quelli naturali,
di una vita già andata oltre il suo fiume,
mentre altre, timide, s’affacciavano al suo proscenio.

E nel muro di cinta, fatto di pensieri sbriciolati,
ora si arrampicano ricordi ed emozioni,
sentimenti a volte sbattuti come ciottoli
nella risacca notturna dove la luna
li confonde e li rende anonimi
negli spazi dell’infinito.

E con quella armatura, creata per combattere,
quella barca ora è in disarmo,
non ha più legni e chiodi per resistere.
Ha solo una stiva, consunta e debole,
dove ancora si poseranno carezze
che allevieranno tempeste, 
e cristalli di neve che si trasformeranno poi
in mulinelli d’amore e di speranza.

.
Gavino Puggioni
Published in: on maggio 5, 2016 at 07:25  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Rimango ognora sopreso quando si descrivono con tale intensità attimi di una vita passata, che pur se semplice nei ricordi della infanzia e poi della giovinezza e della terra materna che ti ha dato i natali, riemergono con contanta forza espressiva.
    Per alcuni tratti prosa, per altri forte poesia, nell’insieme un connubio molto bello.
    Alberto B.

  2. rimembranze sempre presenti, nella memoria di un poeta.

  3. Ricordi della vita….belli, bello, bella la tua! Piera


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