Gli artificieri di Stato sono pronti a disinnescarvi

Crepa

Sei venuta per le rime,
con un bagaglio ingombrante
ma la mia casa è fatta di spine…

dodici ore dopo il letto accusava i primi sintomi
di noia acuta,
-fare l’amore è una questione di jogging-
d’accordo posso scriverti qualcosa sul corpo
ma non negarmi il mio quotidiano trattamento con i cavi dell’alta tensione…

sei venuta per le rime
con una scatola vuota da riempire
in questa casa acuta come le spine…

attenzione:
si è smarrita una donna sulle scale
voi dell’interno uno bloccate le uscite
voi all’ultimo piano abbattete gli elicotteri
voi del civico tredici svegliate i bambini
sono pronto per le rime
                                     che sono cime
                                                            dove l’acqua si fa fine…

all’una e trentacinque non me la passo bene,
comincio a sudare nero
qualcuno ha chiamato la polizia
c’è un pazzo che fa poesia sul serio…

sul piazzale dispongono carrarmati, gli artificieri
di stato
           sono pronti a disinnescarmi…

chiudi le finestre, chiudi le luci, non gridare,
eri venuta per le rime
ma non ti sei mai accorta
di come sono sensibili le spine…

sparano il primo colpo è sono carne che filtra tra le fessure…
sparano il secondo colpo e sono fessura che muta in crepa…
sparano il terzo colpo e sono crepa che disarmonizza gli intonaci…

ma se ricordo bene eri venuta per le rime
                                                                 che sono cime
                                                                                       dove l’acqua si fa fine…

attenzione:
abbiamo disinnescato un poeta
tornate nei vostri bagagli
accendete le televisioni in modo da identificarvi
e abbandonate le rime
abbandonate gli strumenti ciclostilati
abbandonate le canzoni di Vian
gli artificieri di stato
sono pronti a disinnescarvi…

-e pensare che era venuta per delle stupide rime-

Massimo Pastore

Published in: on maggio 8, 2016 at 07:39  Comments (2)  

La grotta

THE CAVE

Leaning over me her hair
makes a cave around her

face a darkness where her
eyes are hardly seen she

tells me she is a cat she
says she hates me because

I make her show her pleas-
ure she makes a cat-hate

sound and then ever so
tenderly hands under my

head raises my mouth into
the dark cave of her love.

§

China su di me i capelli
fanno una grotta intorno

al volto in oscurità ove
gli occhi non si vedono

quasi mi dice è un gatto
mi odia dice perché le

faccio trapelare la voglia
e sibila come un felino

offeso più che tenera
con le mani sotto la mia

nuca mi solleva la bocca
all’oscura grotta d’amore.

JAMES LAUGHLIN

Published in: on maggio 8, 2016 at 07:36  Comments (2)  

Il cuore va più avanti del pensiero

Ma l’amore conduce a non forzare

la mano sugli errori

così diventa complice

e la vita perde i suoi colori.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 8, 2016 at 07:29  Comments (5)  

A mia mamma

Così stanca

così usurata

trovi sempre la forza

di porgere a noi figli.

Con l’alba, e

I dolori del tempo

porgi fine

a notte insonne

Il chiaro del giorno

ti calma l’anima

donandoti

lo spirito giusto

per affrontare

gagliarda la vita

Per far sì

che il tuo punto

sia sempre luce d’approdo

per noi.

 

Rosy Giglio

Published in: on maggio 8, 2016 at 06:57  Comments (6)  

Gli eroi

Io dell’arena di Lorca non sapevo
né di quell’isola negra ed altri mondi.
Per me gli eroi tenevano il passo di mio padre
la sera all’Osteria che cantava le romanze.
Qualcuno gli pagava un bicchiere e lui attaccava.
La musica sostava nell’aria e nei polmoni
non c’era orchestra, neanche un violino
c’era il fumo, le fregole dei tanti venuti a cacciar via
il mal di mare delle corriere e delle donne
le segretarie che mai la davano.
E anche io
la mia gazzosa in pieno d’ inverno, un tavolino
lontano dalle grida volgari e dai dispetti
di mettermi le mani sul viso e dire
– gnaro
stai diventando grande e più bello.
Via da tutto
intento solo a cogliere il fremito di voce
le rose rosse dei tanti amori, e poi gli acuti;
quell’attimo che tutte le porte erano niente
e nel paese usciva il curato a benedire
quei peccatori mano alla patta, ricchi solo
di ore straordinarie al lavoro, e vino sfuso.

Massimo Botturi

Published in: on maggio 8, 2016 at 06:50  Comments (3)