Occhi spenti

Vorresti andare al mare
con chi ti sta vicino,
con chi dovrebbe amarti
e prendersi cura di te,
piccolo mio.
Sei seduto con le mani in tasca,
occhi tristi e luminosi
sugli altri che giocano:
non conoscono il dolore.
Le grida dei tuoi compagni
avvolgono il quartiere
in allegria,
e la paura dentro di te
si accascia…
non vuoi tornare a casa…
non hai speranza.
Sogni il calore di baci caldi
sotto le coperte,
labbra sorridenti
di chi ti ha portato alla luce,
prati di dolcezze floreali
negli occhi suoi.

Ora devi andare,
torni nella giungla
dei fuochi d’inferno.
Non hanno cura di te…
La salvezza e il tuo sollievo
abitano dentro il tuo futuro;
nascerà, sì, l’ingenuità
tra piante d’amore
di occhi innamorati.

Glò

Published in: on maggio 10, 2016 at 07:25  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Che bella e molto tua la chiusa, cara glo’
    Tinti

  2. Così intensa e piena di sentimenti dolci, di questi tempi di profughi, bambini soli senza casa senza genitori e senza amore vittime dell’egoismo di chi vuole lasciarli “nella giungla dei fuochi d’inferno.”
    Una poesia che fa riflettere.
    Giuseppe


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