Quando tu m’ami

Quando l’acque tue spumose e fresche aspergi
aria dai al fiato teso dal pudore
e quando uccidi l’egoista reticenza a dire
sommo poeta t’improvvisi e piaci,
più d’egli che perfetto ha il verbo antico
ma ch’altra donna sola vede e canta.

Dai gorghi miei spumanti ormai rapito
non puoi morir sfinito che d’abbracci
e se alla mia s’alterna la tua resa
è gioco puro il nostro venir meno,
a far dell’altro il proprio carceriere
e a vincer di sconfitta il premio primo.

Infine il fiume grosso affronti e sfidi
e allora t’amo,
ma poi ti placo io, quando tu m’ami,
nel flutto suo indomito che di te s’agita ancor.

Daniela Procida

Published in: on giugno 3, 2016 at 06:58  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Molto bella questa poesia d’amore, dove gli amanti sembrano rincorrersi in un gioco di d’anime e di corpi!
    Complimenti!
    Alberto B.

    • Scusa il refuso…d’anime e corpi!


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