D’un astro e d’un nastro

vorrei scrivere il sole
gli steli di genziana
per non sentire il cappio della notte
i monti  scesi a valle
hanno passi chiodati sui crinali
nel cielo un occhio aperto
batte le ciglia e provoca tempeste

qui si sta come nomi alla consolle
pronunciati di lato
e senza andare a capo
un gesto di protesta in fondo al rigo
il giorno un disco al piede

tornano amici i fiumi
e le parole sradicate e i volti
apparsi in sogno

dimmi ancora che il gesto di un amore
ha destini d’eterno
e che i ritorni
hanno passi di muschio
nella babele priva di sintassi

Cristina Bove

Published in: on giugno 5, 2016 at 07:12  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. poesia non sempre facile ma con efficaci metafore. complimenti (soprattutto per la bellissima chiusa)

  2. Versi che catturano la tua attenzione e il tuo cuore, e ti portano oltre le metafore. Piaciutissima, una vera perla, la chiusa.
    De Simone


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