Antisommossa

Molte volte hai dovuto spaventare i cani che gemevano
perché non fiutassero i tuoi perfetti polpacci
e le cartoline dalla Provenza
dove giuri di non aver visto moschee biancherie dozzinali…
nel duemila e due profumavi di lavanda
le mie poesie si facevano sporche
all’università -dicevi- non ci sono mosche
respiravi i tuoi violini con corde d’oro
mentre io gridavo che volevo scoparti sulle seggiole dei tram
e proprio in quei giorni venni a sapere
che in Argentina i lavoratori occuparono 260 fabbriche
e quando ti dissi di amarti duecento sessanta volte
tu con i tuoi seni antisommossa
sgomberasti il mio cuore come le fabbriche d’Argentina…

Massimo Pastore

Published in: on giugno 8, 2016 at 07:29  Lascia un commento  

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